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	<title>TEC ART ECO &#187; 2011</title>
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	<description>TEC ART ECO</description>
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		<title>Lucio Bucher</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[la sostenibilità dell'atto culturale: la sua capacità di creare un plusvalore, oltre al suo scopo primario.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/lucio-bucher/' addthis:title='Lucio Bucher ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Lucio Bucher</strong></span></h1>
<p>intervistato da <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/26/anna-legueurlier/">Anna Legueurlier  </a></p>
<h1>La sostenibilità degli eventi culturali.</h1>
<p>Ecco, la sostenibilità. Straziante concetto molto usato in questi anni, una parola stirata come una gomma da masticare. Sostenibilità riferita ad un evento culturale, dovrebbe indicare un suo valore che perduri nel tempo (dove il tempo può essere altrettanto la continuazione, nella memoria, di un preciso momento). E per essere sostenibile, ogni e qualsiasi attività deve tener conto dei mezzi che adopera per la sua messa in scena, della loro adeguatezza e proporzionalità. Ed un evento sostenibile, proprio per poter perdurare nel tempo, deve tener conto dell’ambiente nel quale si colloca, o viene collocato. E forse un altro fattore che conferisce sostenibilità ad un atto culturale è la sua capacità di creare un plusvalore, oltre al suo scopo primario.</p>
<p>Nel settore delle costruzioni, che principalmente dovrebbe adoperarsi a casare delle funzioni, come possono essere la scuola, un mestiere, l’abitare, mangiare, la sostenibilità, oppure la sua assenza, trova riferimento proprio in questi punti.</p>
<p>L’edificio perdura nel tempo; all’enorme dispendio di materiali e di energia deve corrispondere una solidità generazionale, una funzionalità durevole. Ci sono molti fattori che influiscono, dall’impostazione di base di un progetto, dalla scelta dei materiali e la loro lavorazione, dai sistemi tecnici al servizio dell’edificio o dalla loro dominanza sul medesimo edificio.</p>
<p>Spesso nell’edilizia la sostenibilità può venir misurata solo con un certo distacco temporale; mi rendo conto come oggi riesco ad apprezzare delle costruzioni, o parti di esse, di trent’anni fa, delle quali prima non avevo notato il valore. Forse il valore risiede proprio nel poter rileggere il pensiero che stava alla base di una determinata decisione progettuale, e riferirlo al proprio contesto.</p>
<p>E credo che a volte sia più bello se questo pensiero non è un grido, come spesso avviene nelle corporate architecture che hanno, oltre alla funzione del casare, quella di attirare l’attenzione, a scapito della loro integrazione nel tessuto esistente. Questo è magari un plusvalore, ma non aumenta la sostenibilità. Perché la sostenibilità deriva da un plusvalore per tutti, per la comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla fine credo che il concetto della sostenibilità possa venire riassunto nella massima che mia nonna vodese aveva trasmesso ai suoi figli, e così è pervenuta anche a me (sostenibile è pure questo passaggio generazionale; vedremo se riesco a perpetrarlo):</p>
<p>« Tout ce qui vaut la peine d’être fait, vaut la peine d’être bien fait. »</p>
<p>Perché una cosa fatta bene, poiché ne valeva la pena, è una cosa sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Lucio Bucher</strong> è architetto indipendente con una marcata sensibilità per l&#8217;ambiente. Dopo aver conseguito il diploma al politecnico di Zurigo, ed essersi trasferito per alcuni anni a Berlino, torna in Ticino dove il suo impegno lo porta ad assumere anche un ruolo nelle decisioni politiche. La relazione armoniosa e costruttiva con la natura, con gli altri esseri viventi, e con il patrimonio culturale sono sue preoccupazioni costanti, e motivano profondamente tutte le sue scelte sia come professionista che come uomo.</p>
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		<title>Giorgio Ghisolfi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia urbana]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[Regista e autore cinematografico, Ghisolfi esplora, nell'intervista ad Anna Legueurlier,  la sostenibilità della creatività, descrivendo il prodotto artistico come atto d'amore, sentimentale e imprescindibile, ma anche delle tecnologie come stumento per l'espressione.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/giorgio-ghisolfi/' addthis:title='Giorgio Ghisolfi ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Giorgio E. S. Ghisolfi </strong></span></h1>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/QBGoZV3yDn0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ha partecipato al gruppo di studio TEC ART ECO con l&#8217;intervista rilasciata ad <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/26/anna-legueurlier/">Anna Lagueurlier </a></p>
<p>In questo documento esplora la sostenibilità della creatività, parla del prodotto artistico come atto d&#8217;amore, sentimentale e imprescindibile, ma anche delle tecnologie come stumento per l&#8217;espressione.</p>
<p>Regista, direttore di produzione, autore con lunga esperienza nel cinema di animazione per sigle, spot pubblicitari, cortometraggi, lungometraggi e serie TV. Socio fondatore di Asifa Italia, Associazione Italiana Film d’Animazione. Ideatore e direttore di A-tube, the Global Animation Film Festival. Docente di cinema d’animazione presso IED &#8211; Istituto Europeo di Design di Milano e  SSS_AA &#8211; Scuola Specializzata Superiore di Arti Applicate di Lugano. Già professore a contratto presso l’Università degli Studi dell’Insubria (Varese).</p>
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		<title>Anna Legueurlier CONTRIBUTI</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/anna-legueurlier-contributi/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:39:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>

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		<description><![CDATA[contributo di Anna Legueurlier in riferimento alle diverse tematiche emerse nel triennio 2009 - 2011 su ARTE, TECNOLOGIA e SOSTENIBILITA'<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/anna-legueurlier-contributi/' addthis:title='Anna Legueurlier CONTRIBUTI ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Un estratto delle considerazioni di <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/26/anna-legueurlier/">Anna Legueurlier </a>emerse negli ultimi 3 anni:</strong></p>
<p><em>Il gruppo di studio si prefigge di identificare le problematiche legate all’impatto ambientale degli eventi artistici, al fine di  delineare un modello sostenibile per questi eventi. Per poter raggiungere questi risultati, <strong>occorre prendere in considerazione la necessità dell’arte e dell’ecosistema</strong> per poter perdurare in quanto tale per l’umanità e di conseguenza sia per la natura che per la cultura.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L&#8217;arte è occasione di percepire il nostro mondo diversamente. Ad esempio il Leviatano di Anish Kapoor a Parigi nel Grand Palais, occupando gran parte dello spazio centrale delle navate, offre nuove possibilità di ancorare il nostro rapporto a questo grande spazio ed alla sua forma, la proiezione delle strutture delle vetrate sulle superfici del Leviatano sono un suggerimento al ridisegnare mentalmente e percepire più approfonditamente l&#8217;architettura che le contiene. O ancora la danza, dove sollecitiamo spontaneamente contemporaneamente il connubio mente-corpo per gli aspetti kinestesici sia interni che esterni, il nostro rapporto con lo spazio circostante e con il tempo. L&#8217;arte dà forma alle nostre percezioni, è un ponte verso una maggiore consapevolezza. Gli artisti da sempre sono stati precursori, anche del mondo cosiddetto scientifico e tecnologico : Leonardo che non solo inventò ad esempio le chiuse, che permettono ancor oggi di risalire la corrente, ma ben prima di tutti seppe che si potevano costruire macchine volanti ; Goethe che fece scoperte importanti e sempre attuali nel campo dell&#8217;ottica, e tanti altri ancora. Gli artisti sono attenti à ciò che sentono, sono testimoni delle anche più minime modifiche nel mondo che li circonda, ancor di più che a ciò che gli altri pretendono si possa credere di questo mondo. Il modello scientifico invece necessita di piegare l&#8217;evento nel mondo reale ad un insieme di dati misurabili secondo criteri prestabiliti : questa prassi mette a rischio di esclusione alcune ipotesi possibili, perché troppo globalizzanti, necessitando di integrare degli aspetti non misurabili quantitativamente, oppure troppo dinamici per essere fissati in un luogo ed in un momento precisi. <strong>Il gruppo di studio TecArtEco ne ha fatto ripetutamente l&#8217;esperienza : un desiderio di sperimentazione che si accompagna di un&#8217;esperienza intima con il globale sembra essere il filo conduttore di tutti gli interventi raccolti. Viene ancora qui da pensare all&#8217;osservazione di Edgar Morin : &#8220;mentre l’esperto perde la capacità di concepire il globale e il fondamentale, il cittadino perde il diritto alla conoscenza&#8221;</strong>. La nostra ricerca, ce lo auguriamo, è sempre stata tesa ad approfondire la nostra capacità a comprendere il globale e il fondamentale, con la speranza di aver partecipato alla vita della conoscenza per tutti.</p>
<h2><span style="color: #99cc00;"><strong>Tracce</strong></span></h2>
<p>In questi ultimi decenni, numerose personalità del mondo scientifico, artistico, istituzionale e politico comunicano sempre più sulla fragilità dell’ecosistema in cui viviamo, e sulla <strong>necessità di fare evolvere sia le mentalità che le abitudini</strong>, per poter continuare a sperare che le civilizzazioni abbiano un futuro.</p>
<p>Tra queste voci, quella di <a href="http://www.youtube.com/watch?v=pDJgwxVQclk&amp;feature=channel"><strong>Luca Mercalli</strong></a> ha ricordato l’urgenza per la ricerca di soluzioni sostenibili,sottolineando che già la biodiversità è colpita in modo ormai irreversibile ; non solo, ma l’azoto (dal greco azoon, privo di vita) è aumentato pericolosamente nelle zone più abitate dall’uomo ; ed non da ultimo il clima, che in questi ultimi diecimila anni aveva finalmente raggiunto una relativa stabilità sul nostro pianeta, permettendo così lo svilupparsi delle civilizzazioni, è ad una soglia critica e potrebbe mutare repentinamente obliterando ulteriori possibilità di mantenere il nostro pianeta quale luogo ospitale.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/dccICCe7eRA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Sono state prese decisioni su scala mondiale, come anche a livello locale, ribadendo quanto sia urgente che un numero ben maggiore di persone, di aziende, di organizzazioni governative e non, di nazioni e di lobbies cambino abitudini ed attitudini.<br />
<strong>L’umanità necessita per perdurare di un ambiente che possa permetterle di crescere, non solo in numero ma anche in consapevolezza, e di aspirare alla felicità</strong> ; eppure constatiamo quanto siano numerosi e spesso anche molto organizzati i predatori ed i distruttori, ma soprattutto quanto i loro interessi siano palesemente materialistici e le loro visioni sempre a breve termine ed opportunistiche.<br />
Speculatori di ogni orizzonte, capaci di scommettere anche su previsioni meteorologiche così come sulla rarefazione di materie prime, attori potenti della recessione attuale si sono arricchiti senza aver avuto bisogno di contribuire alla creazione effettiva di ricchezza. In un contesto di finanziarizzazione sempre più generalizzata delle attività umane, che interviene duramente anche nelle strategie delle entità industriali, le politiche di salvataggio dell’ambiente e delle civilizzazioni passano al secondo piano, pur essendo considerate almeno a parole come<strong> misure d’urgenza.</strong><br />
<strong>La ricerca scientifica e la ricerca artistica</strong> sono ambedue necessarie all’uomo, secondo cammini e modalità diversi. Ambedue sono espressione della nostra natura e della nostra cultura, due aspetti inscindibili e imprescindibili dell’umanità. Ambedue ci aiutano a creare il nostro mondo, a pensarlo ed a interrogarci sul nostro rapporto con gli altri e con i luoghi in cui viviamo, ai mutamenti indotti sia dalle nostre azioni che alla nostra appartenenza alla comunità umana, alla civilizzazione ed alla terra su cui viviamo.<br />
Ambedue offrono al pubblico i frutti dell’entusiasmo di persone che con generosità si dedicano alle attività di ricerca sia nel campo della forma espressiva, che in quello di<strong> tecnologie, di tecniche e di ricerca per capire meglio l’universo</strong>, dall’onda o dalla particella alla soglia dell’impercettibile e dello scibile, fino ai macrosistemi ed a realtà complesse. Le sinergie che si manifestano tra persone che lavorano in ambiti estremamente specialistici, come le neuroscienze o la fisica quantistica, le tecnologie di punta e gli artisti è uno dei segni di quanto sia importante per l’uomo riuscire a stabilire relazioni che aumentino la coerenza della sua visione del mondo, e di conseguenza del suo essere ed agire in esso.</p>
<p>Osserviamo dunque da una parte nell’ambito della ricerca scientifica ed artistica uno slancio spontaneo, che riesce a superare numerosi ostacoli pur di continuare a manifestarsi, e dall’altro un discorso allarmistico da parte degli ambientalisti. <strong>Il rapporto tra natura e cultura deve dunque essere necessariamente conflittuale anche nelle sue modalità di comunicazione ?</strong><br />
La popolazione umana vive ora in maggioranza nei centri urbani, e questo fatto inedito nella storia dell’umanità richiama l’importanza degli architetti e degli urbanisti negli sviluppi futuri delle civilizzazioni.<br />
Conoscendo l’impatto ambientale preponderante degli edifici sia abitativi che lavorativi, la ricerca di soluzioni sostenibili in questo ambito è primordiale. Edifici ad impatto zero possono già da tempo essere costruiti, soluzioni per ridurre gli spostamenti di auto private a beneficio di tutti possono già essere attuate, sfruttamento di sorgenti energetiche disponibili essere non solo pensate ma realizzate.</p>
<h2><span style="color: #99cc00;"><strong>Tessere i fili di una cultura comune</strong></span></h2>
<p>Se ai tempi remoti della polis ateniese si era creata una strategia efficace con l’invenzione del teatro, al quale si invitava l’insieme della popolazione per condividere lo spazio-tempo della rappresentazione, per costituire progressivamente questa cultura comune facendo (ri)vivere e trasportando il mondo mitologico sulla scena, oggi la necessità di ricreare queste occasioni di <strong>condivisione si fa risentire con forme e modalità che sono segno ed espressione di una realtà estremamente complessa e diversificata, fatta di ibridazioni multiple e contaminazioni tra campi dello scibile che i processi di razionalizzazione hanno artificialmente separato</strong>, ma i cui strumenti concettuali possono aprire vie e modalità novatorie proprio nel processo stesso di decontestualizzazione, aprendo dialoghi tra le diverse arti e scienze, tra tecnica e poesia, tra organico ed inorganico, tra onde e particelle, tra microsistemi e macrosistemi.<br />
La tavola rotonda «<a href="http://www.tecarteco.net/2011/04/20/psicoanalisi-creativita%E2%80%99-e-interaction-design/"><strong>Psicoanalisi, creatività e interaction design</strong></a>» è stata l’occasione di un utilizzo di strumenti concettuali elaborati nel campo psicanalitico, psichiatrico e di analisi del comportamento per esplorare le risorse e le dinamiche in atto nei processi di creazione artistica. Queste <strong>ricerche interdisciplinari</strong> permettono di percorrere approcci diversi che arricchiscono i punti di vista e possono giungere alla creazione di passerelle tra pratiche solitamente molto differenziate.<br />
Al di là delle visioni meccanicistiche conseguenti l’applicazione degli strumenti metodologici all’interno di una disciplina data, la scoperta di connessioni innovative e la creazione di nuove forme espressive a partire dall’identificazione di correlazioni sottili e profonde tra campi dello scibile permettono di mettere in luce aspetti insospettati e reconditi. Una nuova coerenza può così nascere ed avere un impatto sulle coscienze e sulle azioni intraprese, al di là dei “buoni propositi”, con la speranza di contribuire all’avvento di modalità di vita più rispettose dell’insieme delle realtà in gioco, con ponderazioni che lascino accesa la possibilità di una vita ricca di senso e di bellezza sia domani che in un futuro più remoto.<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/p5hq4IHlhCM" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
« L<strong>’arte è un passo che dalla natura conduce all’infinito</strong>» : questo passo diventa il legame magico verso una vera coesione tra la nostra possibile consapevolezza ed il reale, infinito, che la ricerca scientifica esplora attraverso vie che pure fanno leva su intuizioni insite nell’inconscio prima di esplodere in visioni della realtà condivise dalla comunità. Gli eventi artistici, come le conferenze scientifiche, le pubblicazioni, i lavori in rete e nei laboratori più lontani, sono <strong>appelli al raggiungimento di questa condivisione così intrisecamente necessaria alla società umana,</strong> nella speranza che le persone “contaminate” facciano evolvere progressivamente la civilizzazione verso nuove consapevolezze integrando adattamento, trasformazione e complessità.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/5StN7QTqjeA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong>L’arte ha da accogliere la scienza per ripensare il reale; la scienza ha da accogliere l’arte per trovare la manifestazione del reale; la tecnologia ha da essere lo strumento mutante per tessere l’agile legame tra insight e outsight, e non solo più tra input e output.</strong> Nel nostro ecosistema, omettere queste molteplici integrazioni che arricchiscono sia la comprensione che l’innovazione nella ricerca dell’equilibrio globale che ogni passo richiede di trovare è correre il rischio della radicalizzazione dello stato di crisi che si è man mano venuto a creare, ma che non è la nostra destinazione.<br />
Coscienti sempre più, grazie al dilagare della globalizzazione, dei rapporti di interdipendenza che man mano  si sono resi sempre più evidenti, creando dei legami dove prima le distanze potevano occultarli o renderli vani, l’organismo sociale di cui facciamo parte necessita del più largo accesso possibile alla cultura, sia essa scientifica od artistica (tutte le scienze sono umane, per intenderci — anche la matematica e la fisica).<br />
Questi legami tra vari campi dell’attività umana si riscontrano anche nelle logiche che si innescano in ambiti estranei in altre epoche o circostanze, come ad esempio l’attribuzione di logiche di mercato anche all’arte ed alla cultura. Secondo queste logiche, quid di tutte le invenzioni di Leonardo da Vinci che non trovarono compratori al suo tempo? e per le opere di Vincent van Gogh?… <strong>Forse ciò che si situa decisamente all’avanguardia può essere scoperto e riconosciuto (prima del confronto) solo dai pochi che si trovano già nello stesso approccio all’arte ed alla scienza.</strong> Per gli altri, non disponendo l’essere umano del talento innato che permetta di riconoscere il valore dell’opera, solo la possibilità di frequentarla può permettere l’emergere di una nuova sensibilità o, per ricordare Picasso, per sviluppare gli organi che permettono di “digerire” le nuove forme, capirle e farle diventare parte della nostra cultura, come organismo umano, e come organismo sociale.<br />
La gratuità della scuola dell’obbligo è la conseguenza della presa di coscienza avutasi nell’Ottocento della necessità per ogni memebro dell’organismo sociale di accedere alla conoscenza per padroneggiarla e condividerla. Se una parte troppo importante della società rimane esclusa da tale livello di conoscenza, tutta la società ne risente e ne è penalizzata.<br />
Il bagaglio di conoscenze e di padronanza delle stesse necessario oggigiorno per risolvere i nuovi problemi che si devono affrontare è aumentato sia in qualità che in complessità; di conseguenza gli studi debbono essere prolungati; di conseguenza la formazione continua a svilupparsi e diversificarsi; di conseguenza ogni persona deve integrare le mutazioni ed evoluzioni senza tregua. Ciò che è tutt’ora considerato come una conquista per una sociatà migliore e più giusta deve ancora oggi limitarsi alla scuola dell’obbligo? E quando ci rammentiamo degli incentivi per accogliere nei teatri della polis ateniese già 2.500 anni fa la più larga fascia di pubblico possibile, perché i filosofi già ben sapevano quanto fosse importante condividere una cultura comune, che si costituisce grazie ad oggetti di riflessione comuni, la gratuità degli eventi artistici (ogni forma di spettacolo comune) non dovrebbe essere una logica conseguenza delle politiche pubbliche? Ma quando si pone questa domanda, automaticamente spunta la problematica della selezione tra le proposte. E automaticamente ricadiamo sulla problematica dei criteri che potrebbero permettere, se non una classifica, almeno l’eliminazione di parte dei candidati.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/zDZFcDGpL4U" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Non dubitiamo che già ai tempi della polis ateniese il problema della selezione si fosse posto: fu semplicemente dato incarico ad alcune persone che furono ritenute in grado di produrre delle tragedie di qualità, e furono presunte tali proprio dai filosofi. (fiducia, saggezza dell’amore o amore della saggezza?) Perché i media digitali? Ormai è lo stato dell’arte. La domanda potrebbe essere perché non digitale, ma neppure questa ha ragion d’essere: alcuni possono benissimo decidere di continuare a fare come si faceva già prima, la libertà dei mezzi deve essere totale. <strong>Gli strumenti disponibili ad una determinata epoca, quelli che sono inventati, creati a partire da un certo stato dell’arte non possono né essere ignorati né essere esclusi, pena la ripetizione,  l’imitazione in vece della creazione.</strong><br />
I media interattivi, contaminati e contaminanti la biologia, la medicina, la fisica quantistica, ci portano da anni verso l’<strong>interrogazione del nostro rapporto con il corpo, la mente e l’ambiente, in modalità che sono sempre più aliene alla visione meccanicistica degli utlimi secoli.</strong> Oggi ci chiediamo se è possibile per la materia spostarsi più veloce della luce.<br />
Performazioni dopo Creazioni dopo Germinazioni. L’artista è performativo per essenza, che sia nel gesto (pittorico o danzato o musicato o…) che nel <strong>pensiero che guida e trasforma il suo corpo — corpo dell’opera in evoluzione e movimento — attraverso un processo di rielaborazione della materia stessa che lo compone.</strong></p>
<p><strong>L’arte fa sempre corpo con la realtà, il corpo umano è l’interfaccia.</strong></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/7gO1GFOXHGQ" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/anna-legueurlier-contributi/' addthis:title='Anna Legueurlier CONTRIBUTI ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gianni Vattimo</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:34:43 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Gianni Vattimo apre il festival 02 CREAZIONI con le Keynote: “Creatività, tecnologia, comunicazione: dall’opera all’evento” segnalando come la cultura del Novecento nutra un’insofferenza per la tradizione artistica precedente e ha individuato il senso dell’evento – un accadimento che rappresenta un sentimento di comunità – proprio nell’estremizzazione del rifiuto dell’oggetto bello. <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/gianni-vattimo/' addthis:title='Gianni Vattimo ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Gianni Vattimo</span></h1>
<p>ha partecipato alla conferenza <a href="../2011/04/27/work-in-project-1-tecnologia-%E2%80%93-ecologia/">TECNOLOGIA -ECOLOGIA</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/nLb7wgnrCGA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Gianni Vattimo: “Creatività, tecnologia, comunicazione: dall’opera all’evento”</p>
<p>Vattimo ha sostenuto la tesi secondo cui la produzione artistica contemporanea, realizzando più eventi che opere, orienta la creatività verso un’arte che ha da fare con la vita sociale. E ciò suscita un sentimento del bello – già tematizzato nella riflessioni di Kant contenute nella “Critica del Giudizio”- caratterizzato dal poter essere comunicato e condiviso. Una tendenza di rigetto della funzione decorativa dell’arte che, se da un lato è condizionata dalla tecnologia, dall’altro segue un processo che inizia con la “Fontana” di Marcel Duchamp. Vattimo ha segnalato infatti come la cultura del Novecento nutra un’insofferenza per la tradizione artistica precedente e ha individuato il senso dell’evento – un accadimento che rappresenta un sentimento di comunità – proprio nell’estremizzazione del rifiuto dell’oggetto bello. Vattimo ha ricordato al riguardo come già Walter Benjamin nell’ “Opera d’Arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” avesse riflettuto sul valore espositivo<strong><em> </em></strong>dell’opera d’arte: è questo il valore che l’opera assume nella modernità grazie agli strumenti di riproduzione meccanica che la rendono accessibile a tutti in ogni momento e in ogni luogo. Inoltre, sempre secondo Benjamin il prodotto artistico accoglie quel sentire dell’uomo moderno di fronte ad una cultura che andava perdendo l’istanza di ‘totalità’ in virtù di una auspicabile diffusione democratica del sapere. Un nesso, una corrispondenza dunque tra arte e società che si estende anche alla produzione architettonica e a quella degli oggetti di design ed apre all’interrogativo di come progettare  interagendo con gli utenti.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Gianni Vattimo</strong> è nato nel 1936, a Torino, dove ha studiato e si è laureato in Filosofia; ha poi seguito due anni i corsi di H. G. Gadamer e K. Loewith all’università di Heidelberg, e ha studiato con Hans-Georg Gadamer e Luigi Pareyson. Dal 1964 insegna all’Università di Torino, nella quale è stato Preside, negli anni ’70, della Facoltà di Lettere e Filosofia. È stato “visiting professor” in alcune università americane (Yale, Los Angeles, New York University, State University of New York) e ha tenuto seminari e conferenze in varie università di tutto il mondo. Negli anni Cinquanta, insieme a Furio Colombo e Umberto Eco, ha lavorato ai programmi culturali della Rai-Tv, conducendo tra l’altro il programma settimanale politico-informativo “Orizzonte”. È membro dei comitati scientifici di varie riviste italiane e straniere; è socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Ha diretto la “Rivista di Estetica”. Ha ricevuto lauree honoris causa da numerose università del mondo. È Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana (1997). Attualmente è vicepresidente dell’Academía da Latinidade. È (ed è già stato, tra il 1999 e il 2004) deputato al Parlamento europeo.</p>
<p>Nel 2006, Vattimo ha raccontato la sua vita a Piergiorgio Paterlini, autore dell’autobiografia “a quattro mani”, pubblicata da Aliberti (Non Essere Dio).</p>
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		<title>Stefano Mirti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia urbana]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Mirti partecipa alla conferenza TECNOLOGIA -ECOLOGIA al FESTIVAL 02 CREAZIONI con l'intervento:
“Technology is the answer. What was the question?” una collezione personale di riferimenti interessanti per quanto riguarda le persone che hanno fatto cose simili agli interventi del relatore stesso ma in tempi e luoghi diversi.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/stefano-mirti/' addthis:title='Stefano Mirti ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Stefano Mirti</span></h1>
<p>partecipa alla conferenza <a href="../2011/04/27/work-in-project-1-tecnologia-%E2%80%93-ecologia/">TECNOLOGIA -ECOLOGIA</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/9OPGEgwS41s" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><em><strong>“Technology is the answer. What was the question?”</strong></em></p>
<p><em><strong></strong>Gli esempi sono stati selezionati sulla mia interessi soggettivi e di conoscenza.</em></p>
<p><em>In questo senso non vi è alcun tentativo di classificare e organizzare qualcosa.</em></p>
<p><em>Questa presentazione dovrebbe essere intesa come la mia collezione personale di riferimenti interessanti per quanto riguarda le persone che hanno fatto cose non così diverso da quello che sto facendo adesso.</em></p>
<p><em>Le cose hanno un aspetto diverso, perché queste persone vivevano in luoghi diversi e in tempi diversi.</em></p>
<p>Nella sua relazione, Mirti ha presentato un ricco repertorio di progetti – selezionati a partire da suoi personali interessi e conoscenze e proposti in assenza di criteri di organizzazione o di classificazione -  in cui sono declinati in modi diversi elementi di design, tecnologia e interazione. Altrettanto ricca la lista delle tipologie di interazione, che hanno riguardato interscambi tra uomo e uomo, tra uomo e macchina, tra uomo e natura, tra uomo e altre entità che possono essere fisiche, concettuali, ecc. Una collezione dunque di notevole interesse incentrata sul modo in cui gli uomini agiscono in modi non dissimili dai nostri e dove le differenze progettuali riguardano principalmente la diversità dei luoghi e dei periodi storici di produzione.</p>
<p>Ciò che invece sembra mutato nella contemporaneità è, secondo Mirti, il rapporto tra tecnologia e progetto. Oggi abbiamo un surplus di tecnologia, cui siamo chiamati ad assegnare un significato: abbiamo cioè più risposte che domande e questo è uno dei cambi di paradigma che accompagnano il passaggio al virtuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In questa presentazione ho raccolto una serie di esempi di interessanti progetti in cui è stato una sorta di mix tra design, tecnologia, interazione.</em></p>
<p><em>“interazione” è inteso nella sua accezione più ampia.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un umano e un altro essere umano.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un umano e un qualche tipo di macchina.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un essere umano e natura.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra i soggetti umani e altri (fisico, concettuale …)</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/fNmqtAzKcek" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong> Stefano Mirti</strong> si laurea in architettura al Politecnico di Torino con successivo dottorato di ricerca in tecnologia dell’architettura presso lo stesso Politecnico. Successivamente si trasferisce in Giappone per il post-dottorato (Tokyo University, Tadao Ando Lab) con successivo incarico di insegnamento presso la Tama Fine Art Academy (Tokyo).</p>
<p>Dal 2001 al 2005 e’ professore associato all’Interaction Design Institute Ivrea, di cui e’ anche il responsabile della e1 (exhibition unit). Come architetto e’ uno dei fondatori di Cliostraat [www.cliostraat.com].</p>
<p>Dal gennaio 2007 all’ottobre 2010 e’ stato il direttore della scuola di design di NABA [www.naba.it].</p>
<p>Stefano Mirti è uno dei soci fondatori di Id-lab [www.interactiondesign-lab.com], di cui e’ il responsabile delle attivita’ progettuali.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/stefano-mirti/' addthis:title='Stefano Mirti ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Paolo Migone</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/paolo-migone/</link>
		<comments>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/paolo-migone/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecarteco.net/?p=2048</guid>
		<description><![CDATA[Paolo Migone ha partecipato a TEC ART ECO con PSICOANALISI, CREATIVITA’ E INTERACTION DESIGN del FESTIVAL 02 CREAZIONI, è direttore responsabile della rivista trimestrale Psicoterapia e Scienze Umane<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/paolo-migone/' addthis:title='Paolo Migone ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Paolo Migone</span></h1>
<p><strong>Ha partecipato a TEC ART ECO </strong>con<a href="../2011/04/20/psicoanalisi-creativita%E2%80%99-e-interaction-design/">PSICOANALISI, CREATIVITA’ E INTERACTION DESIGN</a> del FESTIVAL 02 CREAZIONI</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/qBCht1VVBxE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Paolo Migone si è specializzato in psichiatria sia in Italia che negli Stati Uniti, dove si è diplomato anche in psicoanalisi. È direttore responsabile della rivista trimestrale Psicoterapia e Scienze Umane (www.psicoterapiaescienzeumane.it), che è la più diffusa rivista italiana del settore. È autore di varie pubblicazioni tra cui il libro Terapia psicoanalitica. Seminari (Milano: FrancoAngeli, 1995, nuova edizione 2010). Abita a Parma, e si occupa di formazione alle professioni di aiuto sia in Italia che in Svizzera.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/paolo-migone/' addthis:title='Paolo Migone ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Associazione Micron</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/associazione-micron/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[happening]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[visual]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto ECO-SYNTHESIS di Rajan Craveri, sostenuto da TEC ART ECO, è una mappa dinamica online dedicata ad artisti che  indagano la tematica ambientale. L'artista ha postato alcune immagini di riferimento alle quali gli users hanno connesso le proprie. Dopo un mese dall'inizio dell'applicazione Micron ha presentato un'istallazione con la raccolta di immagini... il progetto ha continuato ad autoimplementarsi generando uno schema ad albero che permette di visualizzare le diverse tematiche interconnesse all'ecologia, attraverso nuove estetiche, visioni urbane, dicotomie tra natura e artificiale e paradigmi sociali ed economici. <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/associazione-micron/' addthis:title='Associazione Micron ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Associazione Micron</span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/gzM82qj3tA8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong>Per TEC ART ECO 2010 – FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</strong></p>
<p>Micron presenta “<strong>ECOSYNTHESIS</strong>“/ www.ecosynthesis.it</p>
<p>Un progetto di <em>fusione</em> tra ambienti di creazione e nuovi media.</p>
<p>Uno spazio aperto al dialogo tra artisti, nella forma di una rete di immagini<br />
sull’idea di ecologia.</p>
<p>Un’associazione di immagini che crea un dialogo visivo.</p>
<p>Un’installazione virtuale che si traduce in uno spazio reale.</p>
<p>Micron propone una riflessione, attraverso l’arte, sul senso dell’essere umani: tra terra, corpo e pensiero.</p>
<p>c/o Museo Giovio, Piazza Medaglie d’Oro 1 – Como / dal 30 settembre al 3 ottobre 2010</p>
<p>Micron  partecipa alla serata CROSSMEDIAPERFORMING con “<strong>SYNTHESIS</strong>” (second part)</p>
<p>Una performance interattiva con <strong>Rajan Craveri e Serena Zanconato</strong></p>
<p>c/o Mercato coperto ex padiglione grossisti, via Mentana 7  – Como / il 2 ottobre 2010</p>
<p>Il progetto ECO-SYNTHESIS di Rajan Craveri, sostenuto da TEC ART ECO, è una mappa dinamica online dedicata ad artisti che  indagano la tematica ambientale. L&#8217;artista ha postato alcune immagini di riferimento alle quali gli users hanno connesso le proprie. Dopo un mese dall&#8217;inizio dell&#8217;applicazione Micron ha presentato un&#8217;istallazione con la raccolta di immagini&#8230; il progetto ha continuato ad autoimplementarsi generando uno schema ad albero che permette di visualizzare le diverse tematiche interconnesse all&#8217;ecologia, attraverso nuove estetiche, visioni urbane, dicotomie tra natura e artificiale e paradigmi sociali ed economici.</p>
<p><strong>Micron </strong>nasce alla scuola Civica D’Arte Drammatica Paolo Grassi all’inizio del 2005. Viene fondata dalla coreografa-danzatrice Serena Zanconato e dall’attore, new media-artist Rajan Craveri. Si costituisce come Associazione culturale nel 2006 a Torino, dopo un periodo di studio e sperimentazione a New York dei fondatori.</p>
<p>Micron crea performance ricercando tematiche e linguaggi capaci di raggiungere persone di diverse nazionalità e provenienze, con un particolare interesse verso l’utilizzo delle nuove tecnologie, per ricercare un’interazione amichevole tra esseri umani, tecnologia e natura.  Micron ama l’interdisciplinarietà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/associazione-micron/' addthis:title='Associazione Micron ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mario Mattioda</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/</link>
		<comments>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della mente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Mattioda cura la sezione di conferenze WORK in Projects del 2011 e avvicina filosofia, psicanalisi, sociologia alle discipline progettuali per aprire nuove chiavi di lettura sulla creatività e le metodologie creative come strumenti per comprendere e plasmare la realtà<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/' addthis:title='Mario Mattioda ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><span style="color: #99cc00;">Mario Mattioda</span></strong></h1>
<p>ha partecipato al FESTIVAL 02 CREAZIONI organizzando le Keynote delle CONFERENZE <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">WORK in Project </a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/p5hq4IHlhCM" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>Dopo un percorso di studi psicologici e psicoanalitici, Mario Mattioda, inizia ad occuparsi di Interaction design nel 1992, come analista presso lo studio di progettazione interattiva MiLàNo. Negli anni successivi lavora alla progettazione di un sistema informativo per la psichiatria ed è co-autore di un manuale di usabilità. Dal 2003 al 2005, come consulente presso l’Interaction Design Institute Ivrea (IDII), organizza seminari e convegni di filosofia e design ed è co-autore di diverse pubblicazioni su temi metodologici e di valutazione dei progetti (ID Almanacchi, Practice and Theories in Interaction Design, Conversazione Sottsass /De Lucchi). Nei due anni successivi, come curatore della Limehouse Arts Foundation di Londra, organizza installazioni di arte contemporanea a sfondo sociale, tra le quali Tupac Project di Paolo Chiasera. Nel 2008 svolge attività di coordinamento didattico per il corso Index, presso la Facoltà di Architettura di Alghero e nel 2010 è curatore e co-autore del libro Index-Interaction Design Experience.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>ecco le <span style="color: #99cc00;"><strong>KEYNOTE</strong></span> organizzate da Mario Mattioda nella strutturazione del percorso WORK inPROJECTS:</p>
<p>Quale condizione viviamo oggi, circondati da tecnologie che non si offrono più come strumenti, ma si configurano come “ambienti”, influenzando profondamente la nostra vita, il nostro comportamento, la nostra percezione del mondo?</p>
<p>Continuerà la tecnologia a ridefinire la natura, facendola evolvere, o più forte sarà il rischio dell’imponderabile, già evidente negli sconvolgimenti naturali, nei disastri ecologici, nei fantasmi della clonazione?</p>
<p>Il pensiero ecologico è condannato ad assestarsi su posizioni sempre più conservatrici, o possiamo immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato?</p>
<p>Queste e altre le considerazioni che il progetto Open-Lab intende affrontare, mettendo a confronto filosofi, psicologi, designer ed artisti, per riaccendere il dibattito su tecnica e natura e coniugarlo con le forme di progettazione e di creatività emergenti.</p>
<p>L’intenzione è infatti quella di ancorare la tematica ecologico – tecnologica alla ricerca artistica contemporanea e alle pratiche dell’Interaction Design, ri – direzionando i concetti stessi di creatività e di progettualità. Come si riconfigurano infatti le attuali capacità progettuali e creative? Da quali saperi originano e in quali circostanze si sviluppano? Come possono continuare a garantire una produzione di senso?</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>Di seguito i suoi appunti sul primo incontro del 4 maggio:</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gianni Vattimo: “</span><span style="text-decoration: underline;">Creatività, tecnologia, comunicazione: dall&#8217;opera all&#8217;evento”</span></p>
<p>Vattimo ha sostenuto la tesi secondo cui la produzione artistica contemporanea, realizzando più eventi che opere, orienta la creatività verso un’arte che ha da fare con la vita sociale. E ciò suscita un sentimento del bello &#8211; già tematizzato nella riflessioni di Kant contenute nella “Critica del Giudizio”- caratterizzato dal poter essere comunicato e condiviso. Una tendenza di rigetto della funzione decorativa dell’arte che, se da un lato è condizionata dalla tecnologia, dall’altro segue un processo che inizia con la “Fontana” di Marcel Duchamp. Vattimo ha segnalato infatti come la cultura del Novecento nutra un’insofferenza per la tradizione artistica precedente e ha individuato il senso dell’evento &#8211; un accadimento che rappresenta un sentimento di comunità &#8211; proprio nell’estremizzazione del rifiuto dell’oggetto bello. Vattimo ha ricordato al riguardo come già Walter Benjamin nell’ “Opera d’Arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” avesse riflettuto sul valore espositivo<strong><em> </em></strong>dell&#8217;opera d&#8217;arte: è questo il valore che l&#8217;opera assume nella modernità grazie agli strumenti di riproduzione meccanica che la rendono accessibile a tutti in ogni momento e in ogni luogo. Inoltre, sempre secondo Benjamin il prodotto artistico accoglie quel sentire dell&#8217;uomo moderno di fronte ad una cultura che andava perdendo l&#8217;istanza di &#8216;totalità&#8217; in virtù di una auspicabile diffusione democratica del sapere. Un nesso, una corrispondenza dunque tra arte e società che si estende anche alla produzione architettonica e a quella degli oggetti di design ed apre all’interrogativo di come progettare  interagendo con gli utenti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Giorgio De Michelis  “La Sostenibilità delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione” </span></p>
<p>L’intervento ha affrontato la questione della sostenibilità ambientale e i modi per poterla introdurre in un progetto. Per De Michelis si danno tre possibilità: infatti la questione ecologica può avere, nell’ambito delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT):</p>
<ul>
<li>un’ispirazione ideologica – si progettano solo cose ambientalmente buone, senza una esatta consapevolezza, neppure da parte degli stessi ambientalisti, di cos’è buono e cos’è cattivo, intrinsecamente al progetto.</li>
<li>Un’ispirazione opportunistica (o furba): si difende ad esempio l’orso bianco, destinando il 2% del prezzo di un prodotto (che può essere una nefandezza dal punto di vista ambientale) alla difesa della sua conservazione. Oppure, com’è nel caso della Microsoft, si produce una tecnologia che crea ricchezza per finanziare una fondazione dedicata alla ricerca su temi relativi alle problematiche del terzo mondo.</li>
<li>Un’ispirazione problematica. Che cosa si intende quando si vuole adottare una prospettiva problematica sulle relazioni tra  ICT ed ecologia? In primo luogo, che la qualità ecologica non va considerata come qualche cosa da aggiungere alle tecnologie, ma che ci interessa che essa scaturisca dal modo stesso in cui noi sviluppiamo l’innovazione tecnologica e la diffondiamo nel mondo.</li>
</ul>
<p>Allora, in primo luogo va detto che la questione ecologica deve essere declinata in termini di sostenibilità; in secondo luogo, che il discorso deve coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale; e, in terzo luogo, che tra i tanti stakeholders che gravitano intorno la progetto, vanno considerate anche le generazioni future. E per far ciò è necessario cambiare il modo con cui si progetta le ICT, adottando un approccio di people-centred computing e di interaction design.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Stefano Mirti </span><span style="text-decoration: underline;">&#8220;La tecnologia è la risposta. Qual era la domanda?&#8221; </span></p>
<p>Nella sua relazione, Mirti ha presentato un ricco repertorio di progetti &#8211; selezionati a partire da suoi personali interessi e conoscenze e proposti in assenza di criteri di organizzazione o di classificazione -  in cui sono declinati in modi diversi elementi di design, tecnologia e interazione. Altrettanto ricca la lista delle tipologie di interazione, che hanno riguardato interscambi tra uomo e uomo, tra uomo e macchina, tra uomo e natura, tra uomo e altre entità che possono essere fisiche, concettuali, ecc. Una collezione dunque di notevole interesse incentrata sul modo in cui gli uomini agiscono in modi non dissimili dai nostri e dove le differenze progettuali riguardano principalmente la diversità dei luoghi e dei periodi storici di produzione.</p>
<p>Ciò che invece sembra mutato nella contemporaneità è, secondo Mirti, il rapporto tra tecnologia e progetto. Oggi abbiamo un surplus di tecnologia, cui siamo chiamati ad assegnare un significato: abbiamo cioè più risposte che domande e questo è uno dei cambi di paradigma che accompagnano il passaggio al virtuale.</p>
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<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/' addthis:title='Mario Mattioda ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Maria Grazia Mattei</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[happening]]></category>
		<category><![CDATA[oepn source]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[visual]]></category>

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		<description><![CDATA[Maria Grazia Mattei partecipa attivamente al progetto TEC ART ECO grazie alla media partnership con Meet the Media Guru. 
In particolare in occasione della tavola rotonda a CREAZIONI 02 spiega le culture digitali.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/maria-grazia-mattei/' addthis:title='Maria Grazia Mattei ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Maria Grazia Mattei</span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/nl32AqBm1Hw" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
ha partecipato alla conferenza <a href="../2010/10/05/tec-art-eco-in-teractive-progress-conference-6-10-2010/">In-TERACTIVE Progress</a> del FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>visualizza video / intervista</p>
<p>e alla tavola rotonda rotonda <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">inSTAGE, TECNOLOGIA E ARTE</a>del FESTIVAL 02 CREAZIONI</p>
<p>visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nD097eokCjo">video </a>/ intervista</p>
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<p><strong>MARIA GRAZIA MATTEI</strong>, critica ed esperta di nuove tecnologie della comunicazione.</p>
<p>Ha creato e dirige Meet The Media Guru, programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura digitale e dell’innovazione destinato al mondo professionale e al largo pubblico.<br />
Nato nel 2005, è diventato un appuntamento costante di dibattito con le voci più eminenti della cultura new media e dell’innovazione e si è affermato come punto di riferimento di una community sempre pù nutrita, in cerca di soluzioni all’avanguardia e di visioni d’autore.</p>
<p>Tra le numerose iniziative ha curato in Italia il primo convegno sulla realtà virtuale &#8220;<em>Mondi Virtuali</em>&#8221; (VenezIa, 1990), quello su &#8220;<em>Televisione e Interattività</em>&#8221; (Milano, 1992), la mos tra &#8220;<em>Oltre il villaggio globale</em>&#8221; (Triennale di Milano, 1995), l&#8217;evento &#8220;<em>Virtual Set</em>&#8221; (Biennale del Cinema di Venezia, 1996), il IV Festival europe o &#8220;<em>Formazione, Nuove Tecnologie e Multimedialità</em>&#8221; (Milano, 1996) e dal 1996 a Venezia sette edizioni del festival &#8220;<em>Opera Totale &#8211; musica, immagini e nuove tecnologie</em>&#8220;.</p>
<p>Ha firmato come autore una serie di programmi televisivi tra cui &#8220;<em>Virtual Set</em>&#8221; (RAI UNO) e vari servizi per Mediamente &#8211; RAI Educa tional (RAI TRE).</p>
<p>Per IBTS (International Audio, Video, Broadcasting, Motion Picture and Telecommunication Show), Fiera di Milano, ha diretto nel1991 il progamma <em>IBTS FORUM</em> (convegni, seminari, rassegne) e di <em>Premio Immagine </em>, serata speciale dedicata alla produzione digitale italiana in collaborazio ne con Imagina di Montecarlo.</p>
<p>Ha fatto parte di varie giurie e comitati internazionali.</p>
<p>Dal 1996 fa parte dell&#8217;International Committee del <em>Siggraph</em>, manifestazione di primo piano dedicata alle nuove tecnologie e ha fondato il Milano ACM Siggraph</p>
<p>Ha collaborato con <em>Il Domenicale</em> de Il Sole 24Ore e il <em>Corriere della Sera</em><br />
Ha pubblicato vari saggi e ha curato &#8220;<em>Televisione e interattività</em>&#8221; (Edizioni Il Portolano, 1994) e &#8220;<em>Computer Animati on Stories</em>&#8221; (Mare Nero, 1998).<strong><br />
</strong></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/maria-grazia-mattei/' addthis:title='Maria Grazia Mattei ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Luca Mascaro</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/luca-mascaro/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia urbana]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innvoation]]></category>

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		<description><![CDATA[Intervista di Anna Legueurlier a Luca Mascaro user experience architect, parla di design sostenibile per il gruppo di studio TEC ART ECO che indaga la produzione di eventi culturali sostenibili<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/luca-mascaro/' addthis:title='Luca Mascaro ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Luca Mascaro</span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/5StN7QTqjeA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Intervistato da<a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/26/anna-legueurlier/"><strong> Anna Legueurlier</strong></a> ,  Luca Mascaro user experience architect, parla di design sostenibile per il gruppo di studio TEC ART ECO che indaga la produzione di eventi culturali sostenibili.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
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<p><strong>User Experience Architect</strong>, si occupa da oltre 10 anni di progettare con gli utenti l&#8217;<strong>esperienza d&#8217;uso</strong> e la <strong>strategia di design</strong> per prodotti e servizi digitali come portali, servizi online, software, applicazioni interattive e applicazioni mobili per smartphones e tablet.</p>
<p>Nel 2006 ha fondato a Lugano <a href="http://www.sketchin.ch/" target="_blank">Sketchin</a>, uno studio di design che offre servizi legati allo <strong>user experience design</strong>, lavorando in Europa, Giappone e Stati Uniti alla definizione e alla progettazione con gli utenti dei servizi digitali di grandi aziende come Google, Yahoo, eBay, Moleskine, ENI, RCS, MTV e Swisscom.</p>
<p>Quotidianamente, oltre a gestire lo sviluppo della sua azienda, coordina  un <a href="http://www.sketchin.ch/siamo/">team di talenti</a> che mi supporta nel creare esperienze digitali che impattano ogni giorno sulla vita di migliaia di utenti.</p>
<p>Parallelamente alla sua vita professionale dedica da alcuni anni una parte del suo tempo all&#8217;<strong>insegnamento dell&#8217;usabilità e dell&#8217;experience design</strong> a livello di formazione superiore e universitaria presso alcune scuole professionali e centri universitari.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/luca-mascaro/' addthis:title='Luca Mascaro ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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