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	<title>TEC ART ECO &#187; ecosistema culturale</title>
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	<description>TEC ART ECO</description>
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		<title>Lucio Bucher</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[sostenibilità]]></category>

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		<description><![CDATA[la sostenibilità dell'atto culturale: la sua capacità di creare un plusvalore, oltre al suo scopo primario.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/lucio-bucher/' addthis:title='Lucio Bucher ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Lucio Bucher</strong></span></h1>
<p>intervistato da <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/26/anna-legueurlier/">Anna Legueurlier  </a></p>
<h1>La sostenibilità degli eventi culturali.</h1>
<p>Ecco, la sostenibilità. Straziante concetto molto usato in questi anni, una parola stirata come una gomma da masticare. Sostenibilità riferita ad un evento culturale, dovrebbe indicare un suo valore che perduri nel tempo (dove il tempo può essere altrettanto la continuazione, nella memoria, di un preciso momento). E per essere sostenibile, ogni e qualsiasi attività deve tener conto dei mezzi che adopera per la sua messa in scena, della loro adeguatezza e proporzionalità. Ed un evento sostenibile, proprio per poter perdurare nel tempo, deve tener conto dell’ambiente nel quale si colloca, o viene collocato. E forse un altro fattore che conferisce sostenibilità ad un atto culturale è la sua capacità di creare un plusvalore, oltre al suo scopo primario.</p>
<p>Nel settore delle costruzioni, che principalmente dovrebbe adoperarsi a casare delle funzioni, come possono essere la scuola, un mestiere, l’abitare, mangiare, la sostenibilità, oppure la sua assenza, trova riferimento proprio in questi punti.</p>
<p>L’edificio perdura nel tempo; all’enorme dispendio di materiali e di energia deve corrispondere una solidità generazionale, una funzionalità durevole. Ci sono molti fattori che influiscono, dall’impostazione di base di un progetto, dalla scelta dei materiali e la loro lavorazione, dai sistemi tecnici al servizio dell’edificio o dalla loro dominanza sul medesimo edificio.</p>
<p>Spesso nell’edilizia la sostenibilità può venir misurata solo con un certo distacco temporale; mi rendo conto come oggi riesco ad apprezzare delle costruzioni, o parti di esse, di trent’anni fa, delle quali prima non avevo notato il valore. Forse il valore risiede proprio nel poter rileggere il pensiero che stava alla base di una determinata decisione progettuale, e riferirlo al proprio contesto.</p>
<p>E credo che a volte sia più bello se questo pensiero non è un grido, come spesso avviene nelle corporate architecture che hanno, oltre alla funzione del casare, quella di attirare l’attenzione, a scapito della loro integrazione nel tessuto esistente. Questo è magari un plusvalore, ma non aumenta la sostenibilità. Perché la sostenibilità deriva da un plusvalore per tutti, per la comunità.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Alla fine credo che il concetto della sostenibilità possa venire riassunto nella massima che mia nonna vodese aveva trasmesso ai suoi figli, e così è pervenuta anche a me (sostenibile è pure questo passaggio generazionale; vedremo se riesco a perpetrarlo):</p>
<p>« Tout ce qui vaut la peine d’être fait, vaut la peine d’être bien fait. »</p>
<p>Perché una cosa fatta bene, poiché ne valeva la pena, è una cosa sostenibile.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><strong>Lucio Bucher</strong> è architetto indipendente con una marcata sensibilità per l&#8217;ambiente. Dopo aver conseguito il diploma al politecnico di Zurigo, ed essersi trasferito per alcuni anni a Berlino, torna in Ticino dove il suo impegno lo porta ad assumere anche un ruolo nelle decisioni politiche. La relazione armoniosa e costruttiva con la natura, con gli altri esseri viventi, e con il patrimonio culturale sono sue preoccupazioni costanti, e motivano profondamente tutte le sue scelte sia come professionista che come uomo.</p>
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		<title>Giorgio Ghisolfi</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:39:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia urbana]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[Regista e autore cinematografico, Ghisolfi esplora, nell'intervista ad Anna Legueurlier,  la sostenibilità della creatività, descrivendo il prodotto artistico come atto d'amore, sentimentale e imprescindibile, ma anche delle tecnologie come stumento per l'espressione.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/giorgio-ghisolfi/' addthis:title='Giorgio Ghisolfi ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Giorgio E. S. Ghisolfi </strong></span></h1>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/QBGoZV3yDn0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Ha partecipato al gruppo di studio TEC ART ECO con l&#8217;intervista rilasciata ad <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/26/anna-legueurlier/">Anna Lagueurlier </a></p>
<p>In questo documento esplora la sostenibilità della creatività, parla del prodotto artistico come atto d&#8217;amore, sentimentale e imprescindibile, ma anche delle tecnologie come stumento per l&#8217;espressione.</p>
<p>Regista, direttore di produzione, autore con lunga esperienza nel cinema di animazione per sigle, spot pubblicitari, cortometraggi, lungometraggi e serie TV. Socio fondatore di Asifa Italia, Associazione Italiana Film d’Animazione. Ideatore e direttore di A-tube, the Global Animation Film Festival. Docente di cinema d’animazione presso IED &#8211; Istituto Europeo di Design di Milano e  SSS_AA &#8211; Scuola Specializzata Superiore di Arti Applicate di Lugano. Già professore a contratto presso l’Università degli Studi dell’Insubria (Varese).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/giorgio-ghisolfi/' addthis:title='Giorgio Ghisolfi ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Gianni Vattimo</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/gianni-vattimo/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:34:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[arte]]></category>
		<category><![CDATA[creatività]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[estetica]]></category>

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		<description><![CDATA[Gianni Vattimo apre il festival 02 CREAZIONI con le Keynote: “Creatività, tecnologia, comunicazione: dall’opera all’evento” segnalando come la cultura del Novecento nutra un’insofferenza per la tradizione artistica precedente e ha individuato il senso dell’evento – un accadimento che rappresenta un sentimento di comunità – proprio nell’estremizzazione del rifiuto dell’oggetto bello. <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/gianni-vattimo/' addthis:title='Gianni Vattimo ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Gianni Vattimo</span></h1>
<p>ha partecipato alla conferenza <a href="../2011/04/27/work-in-project-1-tecnologia-%E2%80%93-ecologia/">TECNOLOGIA -ECOLOGIA</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/nLb7wgnrCGA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Gianni Vattimo: “Creatività, tecnologia, comunicazione: dall’opera all’evento”</p>
<p>Vattimo ha sostenuto la tesi secondo cui la produzione artistica contemporanea, realizzando più eventi che opere, orienta la creatività verso un’arte che ha da fare con la vita sociale. E ciò suscita un sentimento del bello – già tematizzato nella riflessioni di Kant contenute nella “Critica del Giudizio”- caratterizzato dal poter essere comunicato e condiviso. Una tendenza di rigetto della funzione decorativa dell’arte che, se da un lato è condizionata dalla tecnologia, dall’altro segue un processo che inizia con la “Fontana” di Marcel Duchamp. Vattimo ha segnalato infatti come la cultura del Novecento nutra un’insofferenza per la tradizione artistica precedente e ha individuato il senso dell’evento – un accadimento che rappresenta un sentimento di comunità – proprio nell’estremizzazione del rifiuto dell’oggetto bello. Vattimo ha ricordato al riguardo come già Walter Benjamin nell’ “Opera d’Arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” avesse riflettuto sul valore espositivo<strong><em> </em></strong>dell’opera d’arte: è questo il valore che l’opera assume nella modernità grazie agli strumenti di riproduzione meccanica che la rendono accessibile a tutti in ogni momento e in ogni luogo. Inoltre, sempre secondo Benjamin il prodotto artistico accoglie quel sentire dell’uomo moderno di fronte ad una cultura che andava perdendo l’istanza di ‘totalità’ in virtù di una auspicabile diffusione democratica del sapere. Un nesso, una corrispondenza dunque tra arte e società che si estende anche alla produzione architettonica e a quella degli oggetti di design ed apre all’interrogativo di come progettare  interagendo con gli utenti.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p><strong>Gianni Vattimo</strong> è nato nel 1936, a Torino, dove ha studiato e si è laureato in Filosofia; ha poi seguito due anni i corsi di H. G. Gadamer e K. Loewith all’università di Heidelberg, e ha studiato con Hans-Georg Gadamer e Luigi Pareyson. Dal 1964 insegna all’Università di Torino, nella quale è stato Preside, negli anni ’70, della Facoltà di Lettere e Filosofia. È stato “visiting professor” in alcune università americane (Yale, Los Angeles, New York University, State University of New York) e ha tenuto seminari e conferenze in varie università di tutto il mondo. Negli anni Cinquanta, insieme a Furio Colombo e Umberto Eco, ha lavorato ai programmi culturali della Rai-Tv, conducendo tra l’altro il programma settimanale politico-informativo “Orizzonte”. È membro dei comitati scientifici di varie riviste italiane e straniere; è socio corrispondente dell’Accademia delle Scienze di Torino. Ha diretto la “Rivista di Estetica”. Ha ricevuto lauree honoris causa da numerose università del mondo. È Grande ufficiale al merito della Repubblica italiana (1997). Attualmente è vicepresidente dell’Academía da Latinidade. È (ed è già stato, tra il 1999 e il 2004) deputato al Parlamento europeo.</p>
<p>Nel 2006, Vattimo ha raccontato la sua vita a Piergiorgio Paterlini, autore dell’autobiografia “a quattro mani”, pubblicata da Aliberti (Non Essere Dio).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/gianni-vattimo/' addthis:title='Gianni Vattimo ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Luca Tremolada</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:34:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della mente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[Luca Tremolada modera l'incontro MONOLOGUES con Eduardo Kac, Marlon Barrios Solano e Leo Hickman presentando i tre volti del festival TEC ART ECO 01 GERMINAZIONI<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/luca-tremolada/' addthis:title='Luca Tremolada ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Luca Tremolada</span></h1>
<p>Ha partecipato al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI come moderatore della conferenza <a href="../2010/09/29/monologues/">MONOLOGUES</a><br />
41 anni, giornalista, genovese, blogger. Ha lavorato in televisione, radio, agenzia di stampa, internet e carta stampata.</p>
<p>Milan, Italy · <a href="http://lucatremolada.nova100.ilsole24ore.com/" rel="me nofollow" target="_blank"> http://lucatremolada.nova100.ilsole24ore.com/ </a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/QDeBDhhTK8k" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/luca-tremolada/' addthis:title='Luca Tremolada ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Paolo Migone</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:31:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[Paolo Migone ha partecipato a TEC ART ECO con PSICOANALISI, CREATIVITA’ E INTERACTION DESIGN del FESTIVAL 02 CREAZIONI, è direttore responsabile della rivista trimestrale Psicoterapia e Scienze Umane<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/paolo-migone/' addthis:title='Paolo Migone ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Paolo Migone</span></h1>
<p><strong>Ha partecipato a TEC ART ECO </strong>con<a href="../2011/04/20/psicoanalisi-creativita%E2%80%99-e-interaction-design/">PSICOANALISI, CREATIVITA’ E INTERACTION DESIGN</a> del FESTIVAL 02 CREAZIONI</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/qBCht1VVBxE" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Paolo Migone si è specializzato in psichiatria sia in Italia che negli Stati Uniti, dove si è diplomato anche in psicoanalisi. È direttore responsabile della rivista trimestrale Psicoterapia e Scienze Umane (www.psicoterapiaescienzeumane.it), che è la più diffusa rivista italiana del settore. È autore di varie pubblicazioni tra cui il libro Terapia psicoanalitica. Seminari (Milano: FrancoAngeli, 1995, nuova edizione 2010). Abita a Parma, e si occupa di formazione alle professioni di aiuto sia in Italia che in Svizzera.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/paolo-migone/' addthis:title='Paolo Migone ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Associazione Micron</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/associazione-micron/</link>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
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		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[visual]]></category>

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		<description><![CDATA[Il progetto ECO-SYNTHESIS di Rajan Craveri, sostenuto da TEC ART ECO, è una mappa dinamica online dedicata ad artisti che  indagano la tematica ambientale. L'artista ha postato alcune immagini di riferimento alle quali gli users hanno connesso le proprie. Dopo un mese dall'inizio dell'applicazione Micron ha presentato un'istallazione con la raccolta di immagini... il progetto ha continuato ad autoimplementarsi generando uno schema ad albero che permette di visualizzare le diverse tematiche interconnesse all'ecologia, attraverso nuove estetiche, visioni urbane, dicotomie tra natura e artificiale e paradigmi sociali ed economici. <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/associazione-micron/' addthis:title='Associazione Micron ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Associazione Micron</span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/gzM82qj3tA8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong>Per TEC ART ECO 2010 – FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</strong></p>
<p>Micron presenta “<strong>ECOSYNTHESIS</strong>“/ www.ecosynthesis.it</p>
<p>Un progetto di <em>fusione</em> tra ambienti di creazione e nuovi media.</p>
<p>Uno spazio aperto al dialogo tra artisti, nella forma di una rete di immagini<br />
sull’idea di ecologia.</p>
<p>Un’associazione di immagini che crea un dialogo visivo.</p>
<p>Un’installazione virtuale che si traduce in uno spazio reale.</p>
<p>Micron propone una riflessione, attraverso l’arte, sul senso dell’essere umani: tra terra, corpo e pensiero.</p>
<p>c/o Museo Giovio, Piazza Medaglie d’Oro 1 – Como / dal 30 settembre al 3 ottobre 2010</p>
<p>Micron  partecipa alla serata CROSSMEDIAPERFORMING con “<strong>SYNTHESIS</strong>” (second part)</p>
<p>Una performance interattiva con <strong>Rajan Craveri e Serena Zanconato</strong></p>
<p>c/o Mercato coperto ex padiglione grossisti, via Mentana 7  – Como / il 2 ottobre 2010</p>
<p>Il progetto ECO-SYNTHESIS di Rajan Craveri, sostenuto da TEC ART ECO, è una mappa dinamica online dedicata ad artisti che  indagano la tematica ambientale. L&#8217;artista ha postato alcune immagini di riferimento alle quali gli users hanno connesso le proprie. Dopo un mese dall&#8217;inizio dell&#8217;applicazione Micron ha presentato un&#8217;istallazione con la raccolta di immagini&#8230; il progetto ha continuato ad autoimplementarsi generando uno schema ad albero che permette di visualizzare le diverse tematiche interconnesse all&#8217;ecologia, attraverso nuove estetiche, visioni urbane, dicotomie tra natura e artificiale e paradigmi sociali ed economici.</p>
<p><strong>Micron </strong>nasce alla scuola Civica D’Arte Drammatica Paolo Grassi all’inizio del 2005. Viene fondata dalla coreografa-danzatrice Serena Zanconato e dall’attore, new media-artist Rajan Craveri. Si costituisce come Associazione culturale nel 2006 a Torino, dopo un periodo di studio e sperimentazione a New York dei fondatori.</p>
<p>Micron crea performance ricercando tematiche e linguaggi capaci di raggiungere persone di diverse nazionalità e provenienze, con un particolare interesse verso l’utilizzo delle nuove tecnologie, per ricercare un’interazione amichevole tra esseri umani, tecnologia e natura.  Micron ama l’interdisciplinarietà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/associazione-micron/' addthis:title='Associazione Micron ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mario Mattioda</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/</link>
		<comments>https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della mente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Mattioda cura la sezione di conferenze WORK in Projects del 2011 e avvicina filosofia, psicanalisi, sociologia alle discipline progettuali per aprire nuove chiavi di lettura sulla creatività e le metodologie creative come strumenti per comprendere e plasmare la realtà<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/' addthis:title='Mario Mattioda ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><span style="color: #99cc00;">Mario Mattioda</span></strong></h1>
<p>ha partecipato al FESTIVAL 02 CREAZIONI organizzando le Keynote delle CONFERENZE <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">WORK in Project </a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/p5hq4IHlhCM" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>Dopo un percorso di studi psicologici e psicoanalitici, Mario Mattioda, inizia ad occuparsi di Interaction design nel 1992, come analista presso lo studio di progettazione interattiva MiLàNo. Negli anni successivi lavora alla progettazione di un sistema informativo per la psichiatria ed è co-autore di un manuale di usabilità. Dal 2003 al 2005, come consulente presso l’Interaction Design Institute Ivrea (IDII), organizza seminari e convegni di filosofia e design ed è co-autore di diverse pubblicazioni su temi metodologici e di valutazione dei progetti (ID Almanacchi, Practice and Theories in Interaction Design, Conversazione Sottsass /De Lucchi). Nei due anni successivi, come curatore della Limehouse Arts Foundation di Londra, organizza installazioni di arte contemporanea a sfondo sociale, tra le quali Tupac Project di Paolo Chiasera. Nel 2008 svolge attività di coordinamento didattico per il corso Index, presso la Facoltà di Architettura di Alghero e nel 2010 è curatore e co-autore del libro Index-Interaction Design Experience.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>ecco le <span style="color: #99cc00;"><strong>KEYNOTE</strong></span> organizzate da Mario Mattioda nella strutturazione del percorso WORK inPROJECTS:</p>
<p>Quale condizione viviamo oggi, circondati da tecnologie che non si offrono più come strumenti, ma si configurano come “ambienti”, influenzando profondamente la nostra vita, il nostro comportamento, la nostra percezione del mondo?</p>
<p>Continuerà la tecnologia a ridefinire la natura, facendola evolvere, o più forte sarà il rischio dell’imponderabile, già evidente negli sconvolgimenti naturali, nei disastri ecologici, nei fantasmi della clonazione?</p>
<p>Il pensiero ecologico è condannato ad assestarsi su posizioni sempre più conservatrici, o possiamo immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato?</p>
<p>Queste e altre le considerazioni che il progetto Open-Lab intende affrontare, mettendo a confronto filosofi, psicologi, designer ed artisti, per riaccendere il dibattito su tecnica e natura e coniugarlo con le forme di progettazione e di creatività emergenti.</p>
<p>L’intenzione è infatti quella di ancorare la tematica ecologico – tecnologica alla ricerca artistica contemporanea e alle pratiche dell’Interaction Design, ri – direzionando i concetti stessi di creatività e di progettualità. Come si riconfigurano infatti le attuali capacità progettuali e creative? Da quali saperi originano e in quali circostanze si sviluppano? Come possono continuare a garantire una produzione di senso?</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>Di seguito i suoi appunti sul primo incontro del 4 maggio:</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gianni Vattimo: “</span><span style="text-decoration: underline;">Creatività, tecnologia, comunicazione: dall&#8217;opera all&#8217;evento”</span></p>
<p>Vattimo ha sostenuto la tesi secondo cui la produzione artistica contemporanea, realizzando più eventi che opere, orienta la creatività verso un’arte che ha da fare con la vita sociale. E ciò suscita un sentimento del bello &#8211; già tematizzato nella riflessioni di Kant contenute nella “Critica del Giudizio”- caratterizzato dal poter essere comunicato e condiviso. Una tendenza di rigetto della funzione decorativa dell’arte che, se da un lato è condizionata dalla tecnologia, dall’altro segue un processo che inizia con la “Fontana” di Marcel Duchamp. Vattimo ha segnalato infatti come la cultura del Novecento nutra un’insofferenza per la tradizione artistica precedente e ha individuato il senso dell’evento &#8211; un accadimento che rappresenta un sentimento di comunità &#8211; proprio nell’estremizzazione del rifiuto dell’oggetto bello. Vattimo ha ricordato al riguardo come già Walter Benjamin nell’ “Opera d’Arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” avesse riflettuto sul valore espositivo<strong><em> </em></strong>dell&#8217;opera d&#8217;arte: è questo il valore che l&#8217;opera assume nella modernità grazie agli strumenti di riproduzione meccanica che la rendono accessibile a tutti in ogni momento e in ogni luogo. Inoltre, sempre secondo Benjamin il prodotto artistico accoglie quel sentire dell&#8217;uomo moderno di fronte ad una cultura che andava perdendo l&#8217;istanza di &#8216;totalità&#8217; in virtù di una auspicabile diffusione democratica del sapere. Un nesso, una corrispondenza dunque tra arte e società che si estende anche alla produzione architettonica e a quella degli oggetti di design ed apre all’interrogativo di come progettare  interagendo con gli utenti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Giorgio De Michelis  “La Sostenibilità delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione” </span></p>
<p>L’intervento ha affrontato la questione della sostenibilità ambientale e i modi per poterla introdurre in un progetto. Per De Michelis si danno tre possibilità: infatti la questione ecologica può avere, nell’ambito delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT):</p>
<ul>
<li>un’ispirazione ideologica – si progettano solo cose ambientalmente buone, senza una esatta consapevolezza, neppure da parte degli stessi ambientalisti, di cos’è buono e cos’è cattivo, intrinsecamente al progetto.</li>
<li>Un’ispirazione opportunistica (o furba): si difende ad esempio l’orso bianco, destinando il 2% del prezzo di un prodotto (che può essere una nefandezza dal punto di vista ambientale) alla difesa della sua conservazione. Oppure, com’è nel caso della Microsoft, si produce una tecnologia che crea ricchezza per finanziare una fondazione dedicata alla ricerca su temi relativi alle problematiche del terzo mondo.</li>
<li>Un’ispirazione problematica. Che cosa si intende quando si vuole adottare una prospettiva problematica sulle relazioni tra  ICT ed ecologia? In primo luogo, che la qualità ecologica non va considerata come qualche cosa da aggiungere alle tecnologie, ma che ci interessa che essa scaturisca dal modo stesso in cui noi sviluppiamo l’innovazione tecnologica e la diffondiamo nel mondo.</li>
</ul>
<p>Allora, in primo luogo va detto che la questione ecologica deve essere declinata in termini di sostenibilità; in secondo luogo, che il discorso deve coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale; e, in terzo luogo, che tra i tanti stakeholders che gravitano intorno la progetto, vanno considerate anche le generazioni future. E per far ciò è necessario cambiare il modo con cui si progetta le ICT, adottando un approccio di people-centred computing e di interaction design.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Stefano Mirti </span><span style="text-decoration: underline;">&#8220;La tecnologia è la risposta. Qual era la domanda?&#8221; </span></p>
<p>Nella sua relazione, Mirti ha presentato un ricco repertorio di progetti &#8211; selezionati a partire da suoi personali interessi e conoscenze e proposti in assenza di criteri di organizzazione o di classificazione -  in cui sono declinati in modi diversi elementi di design, tecnologia e interazione. Altrettanto ricca la lista delle tipologie di interazione, che hanno riguardato interscambi tra uomo e uomo, tra uomo e macchina, tra uomo e natura, tra uomo e altre entità che possono essere fisiche, concettuali, ecc. Una collezione dunque di notevole interesse incentrata sul modo in cui gli uomini agiscono in modi non dissimili dai nostri e dove le differenze progettuali riguardano principalmente la diversità dei luoghi e dei periodi storici di produzione.</p>
<p>Ciò che invece sembra mutato nella contemporaneità è, secondo Mirti, il rapporto tra tecnologia e progetto. Oggi abbiamo un surplus di tecnologia, cui siamo chiamati ad assegnare un significato: abbiamo cioè più risposte che domande e questo è uno dei cambi di paradigma che accompagnano il passaggio al virtuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/' addthis:title='Mario Mattioda ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Maria Grazia Mattei</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
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		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
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		<description><![CDATA[Maria Grazia Mattei partecipa attivamente al progetto TEC ART ECO grazie alla media partnership con Meet the Media Guru. 
In particolare in occasione della tavola rotonda a CREAZIONI 02 spiega le culture digitali.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/maria-grazia-mattei/' addthis:title='Maria Grazia Mattei ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Maria Grazia Mattei</span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/nl32AqBm1Hw" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
ha partecipato alla conferenza <a href="../2010/10/05/tec-art-eco-in-teractive-progress-conference-6-10-2010/">In-TERACTIVE Progress</a> del FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>visualizza video / intervista</p>
<p>e alla tavola rotonda rotonda <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">inSTAGE, TECNOLOGIA E ARTE</a>del FESTIVAL 02 CREAZIONI</p>
<p>visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nD097eokCjo">video </a>/ intervista</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MARIA GRAZIA MATTEI</strong>, critica ed esperta di nuove tecnologie della comunicazione.</p>
<p>Ha creato e dirige Meet The Media Guru, programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura digitale e dell’innovazione destinato al mondo professionale e al largo pubblico.<br />
Nato nel 2005, è diventato un appuntamento costante di dibattito con le voci più eminenti della cultura new media e dell’innovazione e si è affermato come punto di riferimento di una community sempre pù nutrita, in cerca di soluzioni all’avanguardia e di visioni d’autore.</p>
<p>Tra le numerose iniziative ha curato in Italia il primo convegno sulla realtà virtuale &#8220;<em>Mondi Virtuali</em>&#8221; (VenezIa, 1990), quello su &#8220;<em>Televisione e Interattività</em>&#8221; (Milano, 1992), la mos tra &#8220;<em>Oltre il villaggio globale</em>&#8221; (Triennale di Milano, 1995), l&#8217;evento &#8220;<em>Virtual Set</em>&#8221; (Biennale del Cinema di Venezia, 1996), il IV Festival europe o &#8220;<em>Formazione, Nuove Tecnologie e Multimedialità</em>&#8221; (Milano, 1996) e dal 1996 a Venezia sette edizioni del festival &#8220;<em>Opera Totale &#8211; musica, immagini e nuove tecnologie</em>&#8220;.</p>
<p>Ha firmato come autore una serie di programmi televisivi tra cui &#8220;<em>Virtual Set</em>&#8221; (RAI UNO) e vari servizi per Mediamente &#8211; RAI Educa tional (RAI TRE).</p>
<p>Per IBTS (International Audio, Video, Broadcasting, Motion Picture and Telecommunication Show), Fiera di Milano, ha diretto nel1991 il progamma <em>IBTS FORUM</em> (convegni, seminari, rassegne) e di <em>Premio Immagine </em>, serata speciale dedicata alla produzione digitale italiana in collaborazio ne con Imagina di Montecarlo.</p>
<p>Ha fatto parte di varie giurie e comitati internazionali.</p>
<p>Dal 1996 fa parte dell&#8217;International Committee del <em>Siggraph</em>, manifestazione di primo piano dedicata alle nuove tecnologie e ha fondato il Milano ACM Siggraph</p>
<p>Ha collaborato con <em>Il Domenicale</em> de Il Sole 24Ore e il <em>Corriere della Sera</em><br />
Ha pubblicato vari saggi e ha curato &#8220;<em>Televisione e interattività</em>&#8221; (Edizioni Il Portolano, 1994) e &#8220;<em>Computer Animati on Stories</em>&#8221; (Mare Nero, 1998).<strong><br />
</strong></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/maria-grazia-mattei/' addthis:title='Maria Grazia Mattei ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Alessandra Gabrielli</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/03/23/alessandra-gabrielli/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 16:42:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della mente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[La Psicologa spiega il comportamento in relazione alla creatività e alle opere d'arte, in un intervista per il gruppo di Studio TEC ART ECO, condotta da Anna Legueurlier spiega il concetto di sostenibilità e il pensiero dell'ecologia della mente<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/23/alessandra-gabrielli/' addthis:title='Alessandra Gabrielli ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Alessandra Gabrielli</strong></span></h1>
<p>ha partecipato all’incontro <a href="../2011/04/20/psicoanalisi-creativita%E2%80%99-e-interaction-design/">PSICOANALISI, CREATIVITA’ E INTERACTION DESIGN</a> del FESTIVAL 02 CREAZIONI<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/5WYwhb3SGGA" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
&nbsp;</p>
<p>visualizza <strong><a href="http://www.youtube.com/watch?v=2PvSLRqWe9M&amp;feature=g-upl&amp;context=G2ccfd57AUAAAAAAATAA">video</a> / <a href="http://www.youtube.com/watch?v=5WYwhb3SGGA&amp;feature=g-upl&amp;context=G282925eAUAAAAAAAQAA">intervista</a></strong></p>
<p><strong> <a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/gabrielli.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1152" title="gabrielli" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/gabrielli-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></strong></p>
<p>La Psicologa spiega il comportamento in relazione alla creatività e alle opere d&#8217;arte, in un intervista per il gruppo di Studio TEC ART ECO, condotta da Anna Legueurlier spiega il concetto di sostenibilità e il pensiero dell&#8217;ecologia della mente</p>
<p>Psicologa, <strong>Alessandra Gabrielli</strong> si occupa da sempre di psicoanalisi ed in particolare della teoria del pensiero, di patologia gravi e di adolescenza. co-fondatrice della sezione italiana del S.P.R. society for psychotherapy research, membro del gruppo di ricerca dell’I.P.A. (International Psychoanalytical Association), si è formata analiticamente con Gaburri ed ha fatto il suo percorso formativo con Ferro, Resnik, Meltzer, Kernberg. Già prof. a contratto di “metodologia della ricerca in psicoterapia” e di “psicologia del rapporto madre – bambino”, è criminologa accreditata presso l’U.N.I.C.R.I. (dipartimento di criminalità e giustizia delle nazioni unite) ed analista strategico e consigliere giuridico presso il C.A.S.D. (centro alti studi della difesa).</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/23/alessandra-gabrielli/' addthis:title='Alessandra Gabrielli ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>CARLO BROSIO</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/03/23/carlo-brosio/</link>
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		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 15:13:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della mente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>

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		<description><![CDATA[CARLO BROSIO ha partecipato a TEC ART ECO con PSICOANALISI, CREATIVITA’ E INTERACTION DESIGN del FESTIVAL 02 CREAZIONI<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/23/carlo-brosio/' addthis:title='CARLO BROSIO ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Carlo </strong></span><strong><span style="color: #99cc00;">Brosio</span><br />
</strong></h1>
<p><strong>Ha partecipato a TEC ART ECO </strong>con</p>
<p><a href="../2011/04/20/psicoanalisi-creativita%E2%80%99-e-interaction-design/">PSICOANALISI, CREATIVITA’ E INTERACTION DESIGN</a> del FESTIVAL 02 CREAZIONI<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/iHqj7ia5NaI" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=iHqj7ia5NaI&amp;feature=g-all-u&amp;context=G26f5c27FAAAAAAAASAA">video / intervista</a></p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=iHqj7ia5NaI&amp;feature=g-upl&amp;context=G2f1f5daAUAAAAAAASAA"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1151" title="brosio" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/brosio-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Carlo Brosio è psicoanalista membro ordinario con funzioni di training della Società Psicoanalitica Italiana e full member IPA. E’ Segretario scientifico del Centro Torinese di Psicoanalisi, sede locale della Società Psicoanalitica Italiana. Ha Collaborato dal 1990 al 2002 con il Dipartimento di Psicologia Clinica dell’Università di Torino. Si è dedicato alla formazione come Consulente per l’Assessorato Istruzione del Comune di Torino, docente di Psicologia clinica e Evolutiva per la Provincia di Torino e supervisore di operatori sanitari nei servizi ASL-USL. E stato Consulente tecnico d’Ufficio presso il tribunale di Casale Monferrato (1995-1997) e Giudice Onorario presso la Corte d’Appello del Tribunale dei Minori di Torino. Ha partecipato a numerosi Convegni Nazionali e Internazionali con contributi personali. E’ stato docente presso la Scuola di Specializzazione in Psicologia clinica della Facoltà di Psicologia dell’Università di Torino, presso l’Istituto di Psicoterapia psicoanalitica – IPP ed è docente presso la Scuola di Psicoterapia Psicoanalitica – SPP (Scuola di specializzazione in psicologia clinica) di Torino.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/23/carlo-brosio/' addthis:title='CARLO BROSIO ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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