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	<title>TEC ART ECO &#187; open innovation</title>
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	<description>TEC ART ECO</description>
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		<title>NABA Xtended Lab</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
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		<description><![CDATA[3 giovani autori partecipano con un'istallazione che prende vita dai dati dell'agenzia per l'ambiente in relazione a parametri ambientali dagli anni 50 ad oggi per trovare una nuova forma comunicativa, esposta al museo giovio di Como <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/naba-xtended-lab/' addthis:title='NABA Xtended Lab ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">NABA Xtended Lab</span></h1>
<p>Partecipa a  TEC ART ECO 2010 – FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>con l&#8217;opera “<strong>ENVIROMENTALE DATA STREAMING WEB 2.0</strong>” di <strong>A. Bono, A. Bonazzo, E. Audisio</strong></p>
<p>c/o Museo Giovio, Piazza Medaglie d’Oro 1 – Como / dal 30 settembre al 3 ottobre 2010<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/BBp59lFNIyM" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Xtend3dLab è una associazione che ospita un team di sperimentazione e ricerca indirizzato alla realizzazione di progetti che siano punto d’incontro fra bisogni sociali e sistemi tecnologici. Comunicazione, educazione, entertainment, etica, ricerca di nuovi linguaggi e di nuovi paesaggi visivi, arte digitale, live media sono alla base della creazione di dispositivi e installazioni in cui la dimensione dell’interattività, dell’edutainment e del behaviour changement sono in primo piano.</p>
<p>Xtend3dLab nasce nel 2007, aggregando le molteplici personalità e professionalità che si sono formate e incontrate nell’ambito del Master in Digital Enviroment Design, diretto da Paolo Atzori e ospitato ancora oggi dallaNABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano, Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/10/42-EXTENDEDLAB-ph-by-Renzo-Bilenchi1.JPG"><img title="42 - EXTENDEDLAB ph by Renzo Bilenchi" src="../wp-content/uploads/2010/10/42-EXTENDEDLAB-ph-by-Renzo-Bilenchi1-300x200.jpg" alt="42 - EXTENDEDLAB ph by Renzo Bilenchi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>in collaborazione con XtendedLab, Milano e Conserv. della Svizzera Italiana</p>
<p>La scansione temporale di un database contenente valori di inquinamento ambientale, innesca un processo<br />
di sonificazione e visualizzazione di dati.<br />
La lettura audiovisiva e il confronto con il valore limite imposto da Kyoto, restituisce l’andamento<br />
globale dei fattori inquinanti. Il suono e l’immagine “assorbono” l’inquinamento, causando alterazioni<br />
sonore e deformazioni visive che distruggono il loro stato di origine. I dati ambientali presi<br />
in esame, ridisegnati e riordinati in forme non familiari, sono cinque e fanno riferimento al continente<br />
europeo: la concentrazione atmosferica di anidride carbonica (CO2), la concentrazione di ammonio<br />
nell’acqua (AMMONIUM), la concentrazione di fertilizzanti nel terreno (FERTILIZER), il numero<br />
di ettari di terreno disboscati (DEFORESTATION), le tonnellate di rifiuti prodotte (WASTE). Per tutti,<br />
il periodo preso in considerazione è quello compreso tra il 1950 e il 2009. Sessanta anni ripercorsi<br />
in sessanta secondi. Un flusso di dati reali che rende evidente la critica situazione ambientale del<br />
nostro pianeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/naba-xtended-lab/' addthis:title='NABA Xtended Lab ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Stefano Mirti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia urbana]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Mirti partecipa alla conferenza TECNOLOGIA -ECOLOGIA al FESTIVAL 02 CREAZIONI con l'intervento:
“Technology is the answer. What was the question?” una collezione personale di riferimenti interessanti per quanto riguarda le persone che hanno fatto cose simili agli interventi del relatore stesso ma in tempi e luoghi diversi.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/stefano-mirti/' addthis:title='Stefano Mirti ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Stefano Mirti</span></h1>
<p>partecipa alla conferenza <a href="../2011/04/27/work-in-project-1-tecnologia-%E2%80%93-ecologia/">TECNOLOGIA -ECOLOGIA</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/9OPGEgwS41s" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><em><strong>“Technology is the answer. What was the question?”</strong></em></p>
<p><em><strong></strong>Gli esempi sono stati selezionati sulla mia interessi soggettivi e di conoscenza.</em></p>
<p><em>In questo senso non vi è alcun tentativo di classificare e organizzare qualcosa.</em></p>
<p><em>Questa presentazione dovrebbe essere intesa come la mia collezione personale di riferimenti interessanti per quanto riguarda le persone che hanno fatto cose non così diverso da quello che sto facendo adesso.</em></p>
<p><em>Le cose hanno un aspetto diverso, perché queste persone vivevano in luoghi diversi e in tempi diversi.</em></p>
<p>Nella sua relazione, Mirti ha presentato un ricco repertorio di progetti – selezionati a partire da suoi personali interessi e conoscenze e proposti in assenza di criteri di organizzazione o di classificazione -  in cui sono declinati in modi diversi elementi di design, tecnologia e interazione. Altrettanto ricca la lista delle tipologie di interazione, che hanno riguardato interscambi tra uomo e uomo, tra uomo e macchina, tra uomo e natura, tra uomo e altre entità che possono essere fisiche, concettuali, ecc. Una collezione dunque di notevole interesse incentrata sul modo in cui gli uomini agiscono in modi non dissimili dai nostri e dove le differenze progettuali riguardano principalmente la diversità dei luoghi e dei periodi storici di produzione.</p>
<p>Ciò che invece sembra mutato nella contemporaneità è, secondo Mirti, il rapporto tra tecnologia e progetto. Oggi abbiamo un surplus di tecnologia, cui siamo chiamati ad assegnare un significato: abbiamo cioè più risposte che domande e questo è uno dei cambi di paradigma che accompagnano il passaggio al virtuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In questa presentazione ho raccolto una serie di esempi di interessanti progetti in cui è stato una sorta di mix tra design, tecnologia, interazione.</em></p>
<p><em>“interazione” è inteso nella sua accezione più ampia.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un umano e un altro essere umano.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un umano e un qualche tipo di macchina.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un essere umano e natura.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra i soggetti umani e altri (fisico, concettuale …)</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/fNmqtAzKcek" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong> Stefano Mirti</strong> si laurea in architettura al Politecnico di Torino con successivo dottorato di ricerca in tecnologia dell’architettura presso lo stesso Politecnico. Successivamente si trasferisce in Giappone per il post-dottorato (Tokyo University, Tadao Ando Lab) con successivo incarico di insegnamento presso la Tama Fine Art Academy (Tokyo).</p>
<p>Dal 2001 al 2005 e’ professore associato all’Interaction Design Institute Ivrea, di cui e’ anche il responsabile della e1 (exhibition unit). Come architetto e’ uno dei fondatori di Cliostraat [www.cliostraat.com].</p>
<p>Dal gennaio 2007 all’ottobre 2010 e’ stato il direttore della scuola di design di NABA [www.naba.it].</p>
<p>Stefano Mirti è uno dei soci fondatori di Id-lab [www.interactiondesign-lab.com], di cui e’ il responsabile delle attivita’ progettuali.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/stefano-mirti/' addthis:title='Stefano Mirti ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Associazione Micron</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:30:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
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		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
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		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
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		<description><![CDATA[Il progetto ECO-SYNTHESIS di Rajan Craveri, sostenuto da TEC ART ECO, è una mappa dinamica online dedicata ad artisti che  indagano la tematica ambientale. L'artista ha postato alcune immagini di riferimento alle quali gli users hanno connesso le proprie. Dopo un mese dall'inizio dell'applicazione Micron ha presentato un'istallazione con la raccolta di immagini... il progetto ha continuato ad autoimplementarsi generando uno schema ad albero che permette di visualizzare le diverse tematiche interconnesse all'ecologia, attraverso nuove estetiche, visioni urbane, dicotomie tra natura e artificiale e paradigmi sociali ed economici. <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/associazione-micron/' addthis:title='Associazione Micron ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Associazione Micron</span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/gzM82qj3tA8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong>Per TEC ART ECO 2010 – FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</strong></p>
<p>Micron presenta “<strong>ECOSYNTHESIS</strong>“/ www.ecosynthesis.it</p>
<p>Un progetto di <em>fusione</em> tra ambienti di creazione e nuovi media.</p>
<p>Uno spazio aperto al dialogo tra artisti, nella forma di una rete di immagini<br />
sull’idea di ecologia.</p>
<p>Un’associazione di immagini che crea un dialogo visivo.</p>
<p>Un’installazione virtuale che si traduce in uno spazio reale.</p>
<p>Micron propone una riflessione, attraverso l’arte, sul senso dell’essere umani: tra terra, corpo e pensiero.</p>
<p>c/o Museo Giovio, Piazza Medaglie d’Oro 1 – Como / dal 30 settembre al 3 ottobre 2010</p>
<p>Micron  partecipa alla serata CROSSMEDIAPERFORMING con “<strong>SYNTHESIS</strong>” (second part)</p>
<p>Una performance interattiva con <strong>Rajan Craveri e Serena Zanconato</strong></p>
<p>c/o Mercato coperto ex padiglione grossisti, via Mentana 7  – Como / il 2 ottobre 2010</p>
<p>Il progetto ECO-SYNTHESIS di Rajan Craveri, sostenuto da TEC ART ECO, è una mappa dinamica online dedicata ad artisti che  indagano la tematica ambientale. L&#8217;artista ha postato alcune immagini di riferimento alle quali gli users hanno connesso le proprie. Dopo un mese dall&#8217;inizio dell&#8217;applicazione Micron ha presentato un&#8217;istallazione con la raccolta di immagini&#8230; il progetto ha continuato ad autoimplementarsi generando uno schema ad albero che permette di visualizzare le diverse tematiche interconnesse all&#8217;ecologia, attraverso nuove estetiche, visioni urbane, dicotomie tra natura e artificiale e paradigmi sociali ed economici.</p>
<p><strong>Micron </strong>nasce alla scuola Civica D’Arte Drammatica Paolo Grassi all’inizio del 2005. Viene fondata dalla coreografa-danzatrice Serena Zanconato e dall’attore, new media-artist Rajan Craveri. Si costituisce come Associazione culturale nel 2006 a Torino, dopo un periodo di studio e sperimentazione a New York dei fondatori.</p>
<p>Micron crea performance ricercando tematiche e linguaggi capaci di raggiungere persone di diverse nazionalità e provenienze, con un particolare interesse verso l’utilizzo delle nuove tecnologie, per ricercare un’interazione amichevole tra esseri umani, tecnologia e natura.  Micron ama l’interdisciplinarietà.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/associazione-micron/' addthis:title='Associazione Micron ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mario Mattioda</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
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		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Mattioda cura la sezione di conferenze WORK in Projects del 2011 e avvicina filosofia, psicanalisi, sociologia alle discipline progettuali per aprire nuove chiavi di lettura sulla creatività e le metodologie creative come strumenti per comprendere e plasmare la realtà<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/' addthis:title='Mario Mattioda ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><span style="color: #99cc00;">Mario Mattioda</span></strong></h1>
<p>ha partecipato al FESTIVAL 02 CREAZIONI organizzando le Keynote delle CONFERENZE <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">WORK in Project </a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/p5hq4IHlhCM" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>Dopo un percorso di studi psicologici e psicoanalitici, Mario Mattioda, inizia ad occuparsi di Interaction design nel 1992, come analista presso lo studio di progettazione interattiva MiLàNo. Negli anni successivi lavora alla progettazione di un sistema informativo per la psichiatria ed è co-autore di un manuale di usabilità. Dal 2003 al 2005, come consulente presso l’Interaction Design Institute Ivrea (IDII), organizza seminari e convegni di filosofia e design ed è co-autore di diverse pubblicazioni su temi metodologici e di valutazione dei progetti (ID Almanacchi, Practice and Theories in Interaction Design, Conversazione Sottsass /De Lucchi). Nei due anni successivi, come curatore della Limehouse Arts Foundation di Londra, organizza installazioni di arte contemporanea a sfondo sociale, tra le quali Tupac Project di Paolo Chiasera. Nel 2008 svolge attività di coordinamento didattico per il corso Index, presso la Facoltà di Architettura di Alghero e nel 2010 è curatore e co-autore del libro Index-Interaction Design Experience.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>ecco le <span style="color: #99cc00;"><strong>KEYNOTE</strong></span> organizzate da Mario Mattioda nella strutturazione del percorso WORK inPROJECTS:</p>
<p>Quale condizione viviamo oggi, circondati da tecnologie che non si offrono più come strumenti, ma si configurano come “ambienti”, influenzando profondamente la nostra vita, il nostro comportamento, la nostra percezione del mondo?</p>
<p>Continuerà la tecnologia a ridefinire la natura, facendola evolvere, o più forte sarà il rischio dell’imponderabile, già evidente negli sconvolgimenti naturali, nei disastri ecologici, nei fantasmi della clonazione?</p>
<p>Il pensiero ecologico è condannato ad assestarsi su posizioni sempre più conservatrici, o possiamo immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato?</p>
<p>Queste e altre le considerazioni che il progetto Open-Lab intende affrontare, mettendo a confronto filosofi, psicologi, designer ed artisti, per riaccendere il dibattito su tecnica e natura e coniugarlo con le forme di progettazione e di creatività emergenti.</p>
<p>L’intenzione è infatti quella di ancorare la tematica ecologico – tecnologica alla ricerca artistica contemporanea e alle pratiche dell’Interaction Design, ri – direzionando i concetti stessi di creatività e di progettualità. Come si riconfigurano infatti le attuali capacità progettuali e creative? Da quali saperi originano e in quali circostanze si sviluppano? Come possono continuare a garantire una produzione di senso?</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>Di seguito i suoi appunti sul primo incontro del 4 maggio:</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gianni Vattimo: “</span><span style="text-decoration: underline;">Creatività, tecnologia, comunicazione: dall&#8217;opera all&#8217;evento”</span></p>
<p>Vattimo ha sostenuto la tesi secondo cui la produzione artistica contemporanea, realizzando più eventi che opere, orienta la creatività verso un’arte che ha da fare con la vita sociale. E ciò suscita un sentimento del bello &#8211; già tematizzato nella riflessioni di Kant contenute nella “Critica del Giudizio”- caratterizzato dal poter essere comunicato e condiviso. Una tendenza di rigetto della funzione decorativa dell’arte che, se da un lato è condizionata dalla tecnologia, dall’altro segue un processo che inizia con la “Fontana” di Marcel Duchamp. Vattimo ha segnalato infatti come la cultura del Novecento nutra un’insofferenza per la tradizione artistica precedente e ha individuato il senso dell’evento &#8211; un accadimento che rappresenta un sentimento di comunità &#8211; proprio nell’estremizzazione del rifiuto dell’oggetto bello. Vattimo ha ricordato al riguardo come già Walter Benjamin nell’ “Opera d’Arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” avesse riflettuto sul valore espositivo<strong><em> </em></strong>dell&#8217;opera d&#8217;arte: è questo il valore che l&#8217;opera assume nella modernità grazie agli strumenti di riproduzione meccanica che la rendono accessibile a tutti in ogni momento e in ogni luogo. Inoltre, sempre secondo Benjamin il prodotto artistico accoglie quel sentire dell&#8217;uomo moderno di fronte ad una cultura che andava perdendo l&#8217;istanza di &#8216;totalità&#8217; in virtù di una auspicabile diffusione democratica del sapere. Un nesso, una corrispondenza dunque tra arte e società che si estende anche alla produzione architettonica e a quella degli oggetti di design ed apre all’interrogativo di come progettare  interagendo con gli utenti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Giorgio De Michelis  “La Sostenibilità delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione” </span></p>
<p>L’intervento ha affrontato la questione della sostenibilità ambientale e i modi per poterla introdurre in un progetto. Per De Michelis si danno tre possibilità: infatti la questione ecologica può avere, nell’ambito delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT):</p>
<ul>
<li>un’ispirazione ideologica – si progettano solo cose ambientalmente buone, senza una esatta consapevolezza, neppure da parte degli stessi ambientalisti, di cos’è buono e cos’è cattivo, intrinsecamente al progetto.</li>
<li>Un’ispirazione opportunistica (o furba): si difende ad esempio l’orso bianco, destinando il 2% del prezzo di un prodotto (che può essere una nefandezza dal punto di vista ambientale) alla difesa della sua conservazione. Oppure, com’è nel caso della Microsoft, si produce una tecnologia che crea ricchezza per finanziare una fondazione dedicata alla ricerca su temi relativi alle problematiche del terzo mondo.</li>
<li>Un’ispirazione problematica. Che cosa si intende quando si vuole adottare una prospettiva problematica sulle relazioni tra  ICT ed ecologia? In primo luogo, che la qualità ecologica non va considerata come qualche cosa da aggiungere alle tecnologie, ma che ci interessa che essa scaturisca dal modo stesso in cui noi sviluppiamo l’innovazione tecnologica e la diffondiamo nel mondo.</li>
</ul>
<p>Allora, in primo luogo va detto che la questione ecologica deve essere declinata in termini di sostenibilità; in secondo luogo, che il discorso deve coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale; e, in terzo luogo, che tra i tanti stakeholders che gravitano intorno la progetto, vanno considerate anche le generazioni future. E per far ciò è necessario cambiare il modo con cui si progetta le ICT, adottando un approccio di people-centred computing e di interaction design.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Stefano Mirti </span><span style="text-decoration: underline;">&#8220;La tecnologia è la risposta. Qual era la domanda?&#8221; </span></p>
<p>Nella sua relazione, Mirti ha presentato un ricco repertorio di progetti &#8211; selezionati a partire da suoi personali interessi e conoscenze e proposti in assenza di criteri di organizzazione o di classificazione -  in cui sono declinati in modi diversi elementi di design, tecnologia e interazione. Altrettanto ricca la lista delle tipologie di interazione, che hanno riguardato interscambi tra uomo e uomo, tra uomo e macchina, tra uomo e natura, tra uomo e altre entità che possono essere fisiche, concettuali, ecc. Una collezione dunque di notevole interesse incentrata sul modo in cui gli uomini agiscono in modi non dissimili dai nostri e dove le differenze progettuali riguardano principalmente la diversità dei luoghi e dei periodi storici di produzione.</p>
<p>Ciò che invece sembra mutato nella contemporaneità è, secondo Mirti, il rapporto tra tecnologia e progetto. Oggi abbiamo un surplus di tecnologia, cui siamo chiamati ad assegnare un significato: abbiamo cioè più risposte che domande e questo è uno dei cambi di paradigma che accompagnano il passaggio al virtuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/' addthis:title='Mario Mattioda ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Maria Grazia Mattei</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:36:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
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		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[visual]]></category>

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		<description><![CDATA[Maria Grazia Mattei partecipa attivamente al progetto TEC ART ECO grazie alla media partnership con Meet the Media Guru. 
In particolare in occasione della tavola rotonda a CREAZIONI 02 spiega le culture digitali.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/maria-grazia-mattei/' addthis:title='Maria Grazia Mattei ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Maria Grazia Mattei</span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/nl32AqBm1Hw" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
ha partecipato alla conferenza <a href="../2010/10/05/tec-art-eco-in-teractive-progress-conference-6-10-2010/">In-TERACTIVE Progress</a> del FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>visualizza video / intervista</p>
<p>e alla tavola rotonda rotonda <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">inSTAGE, TECNOLOGIA E ARTE</a>del FESTIVAL 02 CREAZIONI</p>
<p>visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nD097eokCjo">video </a>/ intervista</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MARIA GRAZIA MATTEI</strong>, critica ed esperta di nuove tecnologie della comunicazione.</p>
<p>Ha creato e dirige Meet The Media Guru, programma di incontri con i protagonisti internazionali della cultura digitale e dell’innovazione destinato al mondo professionale e al largo pubblico.<br />
Nato nel 2005, è diventato un appuntamento costante di dibattito con le voci più eminenti della cultura new media e dell’innovazione e si è affermato come punto di riferimento di una community sempre pù nutrita, in cerca di soluzioni all’avanguardia e di visioni d’autore.</p>
<p>Tra le numerose iniziative ha curato in Italia il primo convegno sulla realtà virtuale &#8220;<em>Mondi Virtuali</em>&#8221; (VenezIa, 1990), quello su &#8220;<em>Televisione e Interattività</em>&#8221; (Milano, 1992), la mos tra &#8220;<em>Oltre il villaggio globale</em>&#8221; (Triennale di Milano, 1995), l&#8217;evento &#8220;<em>Virtual Set</em>&#8221; (Biennale del Cinema di Venezia, 1996), il IV Festival europe o &#8220;<em>Formazione, Nuove Tecnologie e Multimedialità</em>&#8221; (Milano, 1996) e dal 1996 a Venezia sette edizioni del festival &#8220;<em>Opera Totale &#8211; musica, immagini e nuove tecnologie</em>&#8220;.</p>
<p>Ha firmato come autore una serie di programmi televisivi tra cui &#8220;<em>Virtual Set</em>&#8221; (RAI UNO) e vari servizi per Mediamente &#8211; RAI Educa tional (RAI TRE).</p>
<p>Per IBTS (International Audio, Video, Broadcasting, Motion Picture and Telecommunication Show), Fiera di Milano, ha diretto nel1991 il progamma <em>IBTS FORUM</em> (convegni, seminari, rassegne) e di <em>Premio Immagine </em>, serata speciale dedicata alla produzione digitale italiana in collaborazio ne con Imagina di Montecarlo.</p>
<p>Ha fatto parte di varie giurie e comitati internazionali.</p>
<p>Dal 1996 fa parte dell&#8217;International Committee del <em>Siggraph</em>, manifestazione di primo piano dedicata alle nuove tecnologie e ha fondato il Milano ACM Siggraph</p>
<p>Ha collaborato con <em>Il Domenicale</em> de Il Sole 24Ore e il <em>Corriere della Sera</em><br />
Ha pubblicato vari saggi e ha curato &#8220;<em>Televisione e interattività</em>&#8221; (Edizioni Il Portolano, 1994) e &#8220;<em>Computer Animati on Stories</em>&#8221; (Mare Nero, 1998).<strong><br />
</strong></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/maria-grazia-mattei/' addthis:title='Maria Grazia Mattei ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Urban Experience</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:16:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
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		<category><![CDATA[happening]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[performing media]]></category>
		<category><![CDATA[tecnologia]]></category>

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		<description><![CDATA[Urban Experience promuove un nuovo ambito di progettazione culturale, rivolta all’interazione tra web e territorio, secondo le linee di ricerca del performing media.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/urban-experience/' addthis:title='Urban Experience ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Urban Experience</span></h1>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/04/Banner-Vertical3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-2221" title="Banner-Vertical3" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/04/Banner-Vertical3.jpg" alt="" width="400" height="660" /></a></p>
<p>Ha partecipato al FESTIVAL 02 CREAZIONI con un <a href="../2011/04/08/2011/04/08/kinetc-radio-raid/">WALK SHOW  </a>agli OPENLAB (visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Y8t-takSJLE">video</a>) 4 maggio</p>
<p>e un <a href="../2011/04/08/2011/04/08/kinetc-radio-raid/">WALK SHOW</a> diffuso nella città di Lugano (visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=PZYUvLtSwMQ&amp;feature=results_video&amp;playnext=1&amp;list=PL997079C0A0044A55">video</a>) 5 maggio 2011.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Come associazione di promozione sociale nasce nel 2009 a Roma (ma la linea di ricerca affonda le radici nei primi blog degli anni novanta e nei progetti per le Olimpiadi di Torino 2006), caratterizzandosi per l’invenzione di format ludico-partecipativi associati ai performing media.</p>
<p>Questo social network, fondato da <a href="http://www.tecarteco.net/2011/04/08/carlo-infante/">Carlo Infante</a>, promuove un nuovo ambito di progettazione culturale, rivolta all’interazione tra web e territorio, secondo le linee di ricerca del performing media.</p>
<p>E’ una piattaforma funzionale all’auto-organizzazione (come per la partecipazione attiva agli eventi promossi) e alla riflessione sui nuovi format di comunicazione interattiva e sulla creatività sociale inscritta nelle nuove esperienze di cittadinanza digitale.</p>
<p>Coniugare Innovazione e Territorio è una delle chiavi possibili per interpretare in termini sostenibili il nostro tempo accelerato nella globalizzazione dei sistemi della comunicazione. Ciò che si rende globale nel web può e deve trovare una misura di relazione locale, soggettiva e condivisa, nell’esperienza attiva che si fa nel mondo reale che attraversiamo con i suoi paesaggi, le sue biodiversità e la bellezza di ogni risorsa culturale. L’idea di performing media nasce proprio da questa necessità: quella di mettere in relazione più efficace la nostra azione nello spazio pubblico attraverso la potenzialità performativa dei nuovi media interattivi e mobili. E’ in questa relazione che s’invera un’Innovazione Territoriale perché possa produrre sia risorsa economica sia valore nel senso esteso del termine.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>MISSION DI URBAN EXPERIENCE:</strong></p>
<p>Urban Experience è un ambito di progettazione e di azione per giocare le città attraverso la creatività sociale delle reti. Per reinventare spazio pubblico, tra web e territorio.</p>
<p>Questo social network artigianale promuove un nuovo ambito di progettazione culturale, rivolta all’interazione tra web e territorio, secondo le linee di ricerca del performing media.</p>
<p>E’ una piattaforma funzionale all’auto-organizzazione (come per la partecipazione attiva agli eventi promossi) e alla riflessione sui nuovi format di comunicazione interattiva e sulla creatività sociale inscritta nelle nuove esperienze di cittadinanza digitale.</p>
<p>Performing Media per l’Innovazione Territoriale: l’ambito di Urban Experience</p>
<p>Coniugare Innovazione e Territorio è una delle chiavi possibili per interpretare in termini sostenibili il nostro tempo accelerato nella globalizzazione dei sistemi della comunicazione.</p>
<p>Ciò che si rende globale nel web può e deve trovare una misura di relazione locale, soggettiva e condivisa, nell’esperienza attiva che si fa nel mondo reale che attraversiamo con i suoi paesaggi, le sue biodiversità e la bellezza di ogni risorsa culturale.</p>
<p>L’idea di performing media nasce proprio da questa necessità: quella di mettere in relazione più efficace la nostra azione nello spazio pubblico attraverso la potenzialità performativa dei nuovi media interattivi e mobili.</p>
<p>E’ in questa relazione che s’invera un’Innovazione Territoriale perché possa produrre sia risorsa economica sia valore nel senso esteso del termine.</p>
<p>Nell’ambito di questa ricerca di nuova rete del valore, così intesa perché riguarda una riconfigurazione dei sistemi di relazione economica, uno scenario in cui gli utenti traducono in informazione produttiva la propria esperienza, che si delinea la ricerca di nuovi format di comunicazione.</p>
<p>Performing media non riguarda più solo la sperimentazione dei nuovi linguaggi performativi (espressa dai movimenti creativi del Novecento, come il Fluxus con l’happening, i situazionisti con le azioni psicogeografiche e la postavanguardia teatrale, in particolare nell’interazione tra scena e nuovi media) ma la progettazione di eventi attraverso piattaforme cross-media (radio, video, web, mobile) per l’interazione tra le reti e il territorio.</p>
<p>Performing Media coniuga le poetiche e le politiche delle reti, intese come estensioni di una creatività sociale che sperimenta ed attua Società dell’Informazione, attraverso l’invenzione di nuovo spazio pubblico, esplicitando le potenzialità di auto-organizzazione del social network per progetti ludico-partecipativi, secondo la linea d’iniziativa dell’Urban Experience.</p>
<p>Un ambito che contempla azioni su più piani, dall’happening radioguidato ai progetti di urbanistica partecipativa, dalle esplorazioni radioguidate all’innovazione sociale, dalle palestre di cittadinanza interattiva al geoblogging e all’integrazione memoria-reti-territorio.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/urban-experience/' addthis:title='Urban Experience ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Daito Manabe</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/03/26/daito-manabe/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 15:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[happening]]></category>
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		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[performing media]]></category>
		<category><![CDATA[sound]]></category>
		<category><![CDATA[visual]]></category>

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		<description><![CDATA[Si definisce un artista, oltre che un programmatore e un designer. Ciò che è certo è che, Daito Manabe, ospite d'onore del Festival dedicato al connubio fra tecnologie, arte e ambiente Tec.art.eco, in Giappone (e non solo) ha spopolato, soprattutto attraverso il canale di Youtube.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/26/daito-manabe/' addthis:title='Daito Manabe ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Daito Manabe</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/pLAma-lrJRM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>ha partecipato alla conferenza <a href="../2010/10/05/tec-art-eco-in-teractive-progress-conference-6-10-2010/">In-TERACTIVE Progress</a> del FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>e ha condotto il workshop<a href="../2010/09/07/workshop-1-body-hack-di-daito-manabe/"> BODY HACK</a> / visualizza  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1h5bGTilBx0">intervista</a></p>
<p>Guarda il <a href="http://www.daito.ws/weblog/2010/10/tecarteco-in-lugano.html">blog di Daito Manabe</a> e le sue foto a Lugano</p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/tecarteco3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1952" title="tecarteco3" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/tecarteco3.jpg" alt="" width="480" height="330" /></a></p>
<p><strong>Da &#8220;La Provincia di Como&#8221; articolo dell&#8217;8 ottobre 2010</strong></p>
<p>Si definisce un artista, oltre che un programmatore e un designer. Ciò che è certo è che, Daito Manabe, ospite d&#8217;onore del Festival dedicato al connubio fra tecnologie, arte e ambiente Tec.art.eco, in Giappone (e non solo) ha spopolato, soprattutto attraverso il canale di Youtube. Durante la conferenza di mercoledì al Palazzo dei Congressi a Lugano, Daito ha spiegato che il suo lavoro tocca solo tangenzialmente il processo artistico. La sua, effettivamente, è una ricerca curiosa e illimitata verso il creabile; e se seguiamo la sua teoria, secondo la quale l&#8217;arte consiste nel «creare un&#8217;idea e presentare un nuovo problema», trattasi effettivamente di creazione artistica. Il suo scopo è quello di sondare le relazioni fra corpo e suono. Come? Con un complicato congegno di sensori, Daito riesce a creare un movimento indotto sul viso; questa operazione, anche leggermente dolorosa, è in realtà un blandissimo elettroshock che permette di ottenere dei suoni creati dal computer, cui i sensori sono collegati tramite un sistema wireless. «L&#8217;elettroshock non l&#8217;ho inventato io &#8211; afferma l&#8217;artista &#8211; il problema che mi sono posto è stato quello di capire se questa tecnologia potesse essere utilizzata per realizzare una performance dal vivo». Un&#8217;applicazione concreta del pensiero laterale, termine coniato dallo psicologo Edward De Bono che prevede, nell&#8217;ambito della tecnologia, la vivificazione di oggetti o strumenti del passato tramite una rilettura degli stessi o la sovrapposizione di funzioni e elementi diversi. «In realtà avevo iniziato con l&#8217;applicare questi sensori al corpo di alcuni ballerini e performer, ma è stato frustrante -  ha spiegato Menabe &#8211; Allora mi sono detto: io non sono un ballerino, ma il volto lo so muovere. E ho iniziato a sperimentare questa possibilità espressiva». A dire il vero la creazione coreografica, per quanto forse non funzionale all&#8217;immagine sonora pensata da Daito, era di notevole impatto, perché i movimenti del corpo non si traducevano solo in suoni, ma anche in luci, cosa che contribuiva a creare un insieme davvero interessante. Il lavoro sul volto diventa più stimolante nel momento in cui Daito si pone il problema di attivare il suo stesso movimento facciale in più persone; ne consegue un risultato molto vicino all&#8217;automatismo, anche se &#8211; dato interessante &#8211; i movimenti sono quasi ma non totalmente identici a causa delle differenze somatiche tra le diverse persone. I suoi lavori di designer hanno avuto un notevole impatto: si pensi che la stessa Nike lo ha ingaggiato tempo fa per creare le scarpe sonore. Ma Daito non si ferma: gli obiettivi sono tanti, per chi decide di sondare il campo del possibile, e il prossimo progetto va in direzione del 3D e mira a creare un&#8217;alternativa all&#8217;utilizzo degli occhialini. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YxdlYFCp5Ic">guarda il video<br />
</a><br />
<strong>L. D. C.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Body Hack workshop di Daito Manabe (J) media artist e interface designer</strong></p>
<p>Il progetto di ricerca e di laboratori intitolato &#8220;BodyHack&#8221; è sviluppato da Daito Manabe , media artista, designer e programmatore giapponese, con la supervisione del bioingegnere Masaki Teruoka. Con un metodo di lavoro unico, trasversale ed interdisciplinare tra arte, design e ricerca, Manabe ha ridefinito radicalmente l’approccio con i nuovi media interattivi “esistenti”. Invece di usare le tecnologie per realizzare un’ulteriore realtà virtuale, ad alta risoluzione ed illusionistica, le sue opere mirano a riscoprire la bellezza di eventi transitori attraverso l’ attenta esplorazione delle proprietà di base del corpo, dei computer e della loro programmazione.</p>
<p>La maggior parte dei dispositivi utilizzati, come i sensori mioelettrici (input) e il dispositivo di stimolazione elettrica, sono stati progettati e realizzati da Daito Manabe. Il laboratorio intende condividere con i partecipanti le specifiche sui sistemi interattivi utilizzati dall’artista e fa parte di una serie di programmi di lavoro sulla tecnologia sperimentale che esplora la cibernetica e le relazioni fra suono ed espressione fisica. Alcuni sensori sono applicati ai muscoli facciali del soggetto prescelto per rilevare con l’ausilio di elettrodi i movimenti del viso nelle diverse espressioni. Gli impulsi elettrici provenienti dai muscoli, creano variazioni nella musica e nel segnale video per raggiungere effetti sia sulla traccia audio che nelle immagini prodotte.</p>
<p>Il laboratorio, condotto in lingua inglese, aperto a un massimo di 10 partecipanti (con modulo d’iscrizione su www.tecarteco.net) non richiede conoscenze informatiche specifiche. Sono comunque previste anche attività per gruppi di esperti.</p>
<p>Hard e software utilizzati : myoelectric sensor (input), “PiriPiri device”: electric stimulation device, max/msp(Main), processing, openframeworks (pc and mac based). Si consiglia di utilizzare il proprio laptop.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/26/daito-manabe/' addthis:title='Daito Manabe ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>MASSIMO BANZI</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2011/04/21/massimo-banzi/</link>
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		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 13:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della mente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Banzi ha partecipato a TEC ART ECO con:
il workshop DIY (DO INTERACT YOURSELF) al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI / l’Open Lab IMAGINE IF JEAN TINGUELY HAS ARDUINO e come relatore alla conferenza CLOUDS, TECNOLOGIA E AMBIENTE al FESTIVAL 02 CREAZIONI<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/04/21/massimo-banzi/' addthis:title='MASSIMO BANZI ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Massimo Banzi</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/GFCrcwL_D9Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Ha partecipato a TEC ART ECO </strong>con</p>
<p>il workshop <a href="../2010/09/07/workshop-2-diy-do-interact-yourself-di-massimo-banzi/">DIY (DO INTERACT YOURSELF)</a> al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>l’Open Lab <a href="../2011/04/21/if-jean-tinguely-had-arduino/">IMAGINE IF JEAN TINGUELY HAS ARDUINO</a> (vedi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=joRnCg60Jvg">intervista</a>)</p>
<p>e come relatore alla conferenza <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">CLOUDS, TECNOLOGIA E AMBIENTE</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=X7fYmVrs9tc&amp;feature=g-upl&amp;context=G2221376AUAAAAAAAKAA">video</a>)</p>
<p>visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nhPEvZKtmVU">video </a>/<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nZMpnJ0W5ok&amp;list=PL997079C0A0044A55&amp;index=32&amp;feature=plpp_video"> intervista</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>Massimo Banzi</strong> si occupa di Design Interattivo sia come consulente che come insegnante.</p>
<p>Ha fondato il progetto<a href="http://www.arduino.cc/"><strong> Arduino</strong></a>, primo esempio di successo nel campo dell’hardware open source.</p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/BANZI01.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1167" title="DSC_0796" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/BANZI01-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/Primo-Prototipo-Arduino-2004_ph-by-M.-Banzi1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1887" title="Primo Prototipo Arduino (2004)_ph by M. Banzi" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/Primo-Prototipo-Arduino-2004_ph-by-M.-Banzi1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ha lavorato su progetti per clienti come Prada, Artemide, Persol, Whirlpool, V&amp;A Museum e Adidas.</p>
<p>E’ stato per 4 anni professore associato all’Interaction Design Institute di Ivrea. Oltre ad Ivrea ha insegnato presso istituzioni come: CIID – Copenhagen, Architectural Association – London, Central Saint Martin – London, Bartlett – London, Hyperwerk Basel, Hochschule für Gestaltung und Kunst Basel, Hochschule für Gestaltung Schwäbisch Gmünd, FH Potsdam, Domus Academy, Medialab Madrid, Escola Superior de Disseny Barcelona, ARS Electronica Linz, Mediamatic Amsterdam, Doors of Perception Amsterdam.</p>
<p>Prima di Ivrea è stato CTO dell’incubatore Seat Ventures ed ha lavorato per molti anni come software architect,sia a Milano che Londra, su progetti per clienti come Italia Online, Sapient, Labour Party, BT, MCI WorldCom, SmithKlineBeecham, Storagetek, BSkyB e boo.com.</p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/CONZA_ws_PH-CAVALLERI-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1888" title="CONZA_ws_PH CAVALLERI (2)" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/CONZA_ws_PH-CAVALLERI-2-300x225.jpg" alt="" width="230" height="172" /></a><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/CONZA_ws_PH-CAVALLERI.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1889" title="CONZA_ws_PH CAVALLERI" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/CONZA_ws_PH-CAVALLERI-300x225.jpg" alt="" width="230" height="172" /></a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/04/21/massimo-banzi/' addthis:title='MASSIMO BANZI ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mauro Martino</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2011/04/08/mauro-martino/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 Apr 2011 14:13:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[Festival 02 creazioni]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia urbana]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[visual]]></category>

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		<description><![CDATA[Con il suo contributo SPATIAL DATA ART  il ricercatore italiano che vive a Boston, lavorando per l'MIT riflette sulla nuova estetica digitale, profondamente connessa alla georeferenziazione dei dati, per esplorare il connubio tra arte e tecnologie, ma anche per dare un nuovo senso e coscienza alle azioni in una logica di sostenibilità ambientale<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/04/08/mauro-martino/' addthis:title='Mauro Martino ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Mauro Martino</strong></span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/a-GROi_1iEo" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>ha condotto il workshop <a href="../wp-content/uploads/2011/04/CS_mauro-martino.pdf">SPATIAL DATA ART</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI c/o istituto i2a di Vico Morcote</p>
<p>visualizza<a href="http://www.youtube.com/watch?v=a-GROi_1iEo&amp;feature=related"> video </a>/ <a href="http://www.youtube.com/watch?v=WuC8GLUb7vk">intervista</a></p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/mauro.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1088" title="mauro" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/mauro-246x300.jpg" alt="mauro" width="246" height="300" /></a></p>
<p>Mauro Martino is an Artist | Designer | Researcher focusing on the representation of network of human interactions. He has been collaborating with leading commercial research and development laboratories, including Clarion, based in Tokyo, Japan. Mauro was a research affiliate with the SENSEable City Lab at Massachusetts Institute of Technology (MIT) in Boston, working on data visualization and his related research project, Urban Interaction Design.</p>
<p>Mauro is currently a Postdoctoral Research Associate with Albert-László Barabási at Center for Complex Network Research and with David Lazer at John F. Kennedy School of Government at Harvard University in Boston.</p>
<p>He has developed a long experience in the visualization and exploration of massive amount of human mobility data, while working with different databases from different mobile operators (Airsage &#8211; AT&amp;T &#8211; BT &#8211; Orange – Sprint – TDC &#8211; Telecom Italia) and in different nations (Belgium, Denmark, England, France, Italy, USA).</p>
<p>Mauro Martino is a PhD in Design and Technologies at Politecnico di Milano, Italy.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>Selected Exhibitions | 2010</strong></span></p>
<p>Maps for The 21st Century</p>
<p>Royal Geographical Society, London, United Kingdom</p>
<p>Maps for The 21st Century</p>
<p>The Serpentine Gallery, London, United Kingdom</p>
<p>MAPS DLD10 &#8211; Connect the unexpected</p>
<p>DLD10, Munich, Germany</p>
<p>SENSEable Cities: Exploring Urban Futures</p>
<p>GAFTA, San Francisco, USA</p>
<p>Desertmed</p>
<p>Villa Romana, Firenze, Italy</p>
<p>Real Time Copenhagen</p>
<p>Copenhagen’s Kulturnatten, Copenhagen, Denmark</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>Selected Talks | 2010</strong></span></p>
<p>Network, Visualization and Society</p>
<p>Center for Complex Network Research, directed by Professor Albert-László Barabási.</p>
<p>Urban Interaction Design</p>
<p>MIT Enterprise Forum, Auto-ID &amp; Sensing Solutions.</p>
<p>Visualizing Urban Data</p>
<p>SENSEable City Lab, Workshop on Real-Time Cities.</p>
<p>Visualizing Urban Data</p>
<p>Politecnico di Milano, Density Design.<br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/cWeSJJ5ANCA" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/04/08/mauro-martino/' addthis:title='Mauro Martino ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>MARLON BARRIOS SOLANO</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Oct 2010 10:35:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[happening]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>
		<category><![CDATA[visual]]></category>

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		<description><![CDATA[Fondatore di dance-tech.net ha creato il principale network relativo a arte performativa e new media. Nel video racconta la sua raccolta relativa alle metodologie creative <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2010/10/13/marlon-barrios-solano/' addthis:title='MARLON BARRIOS SOLANO ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Marlon Barrios Solano </strong></span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/zJYkQE4o74g" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe><br />
Ha partecipato al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI con una conferenza <a href="../2010/09/29/monologues/">MONOLOGUES</a></p>
<p>visualizza <a href="http://vimeo.com/19562949">video  -  intervista</a></p>
<p>e al gruppo di studio RE-CULTURE (visualizza <a href="http://vimeo.com/20116864">video  -  intervista</a>)</p>
<p>con l’evento itinerante NODES@ EMBEDDED BLOGGERS (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=gOkutYVLsCo">VIDEO</a>)</p>
<p>Al  FESTIVAL 02 CREAZIONI ha partecipato con EMBEDDED VLOGGER (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Q5T0aXWRbgE">VIDEO</a>) e alla tavola rotonda rotonda <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">inSTAGE, TECNOLOGIA E ARTE</a> del FESTIVAL 02 CREAZIONI (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=kJ2lv6APtpw">video</a>)</p>
<p>visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=kJ2lv6APtpw">video </a>/ <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dNaTgtQsqcw">intervista</a></p>
<p>guarda il suo <a href="http://www.youtube.com/watch?v=I7grhAAzixM">contributo</a> su TEC ART ECO</p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2010/10/ppsolano.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-747" title="ppsolano" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2010/10/ppsolano.jpg" alt="ppsolano" width="227" height="227" /></a></p>
<p><strong>Marlon Barrios Solano</strong> danzatore venezuelano, new media artist, insegnante e ricercatore, ha sede negli USA dal 1994 (New York City e Columbus, Ohio). Ha conseguito un master in danza e tecnologia (brano Independent: improvvisazione di danza, multimedia in tempo reale e cognizione) da The Ohio State University. .Inoltre è creatore e produttore di dance-tech.net, danza-TechTV e della danza-tech @ (interviste e documentari).</p>
<p>Dal 2001, con il ballerino collaboratore Kristin Hapke, dirige, esegue, ricerca e progetta spettacoli di improvvisazione digitale.. Recentemente, ha collaborato con il programmatore e sound designer Patrick Delges (Belgio) sullo sviluppo di sistemi interattivi per la danza di improvvisazione e con la coreografa Bebe Miller (USA) sul disegno video in tempo reale del suo nuovo lavoro su DCDC Dayton Contemporary Dance Company (ha debuttato nel febbraio 2005). E &#8216;stato un artista in residenza presso l&#8217;Advanced Computing Center per le Arti e Design, The Ohio State University, a STEIM (Paesi Bassi), e Swarthmore College (USA);ha partecipato a festival e tenuto conferenze a livello internazionale su improvvisazione, media interattivi in Venezuela, Austria, Scozia, Gran Bretagna, Polonia, Estonia, Finlandia, Paesi Bassi, Germania, Norvegia, Grecia e Stati Uniti. Come danzatore professionista, in USA, ha collaborato con coreografi come Susan Maresciallo, Lynn Shapiro, Merian Soto, Dean Moos, Bill Young e con musicisti come John Zorn, Philip Glass ed Eric Friedlander.</p>
<p>Marlon è il creatore di dance-tech.net (social networking site), dance-techTV e the dance-tech@ (interviste e documentari).</p>
<p>Dance-tech.net è un sito social network che collega persone interessate alla danza e tecnologia e allo sviluppo delle commistioni tra le due componenti. Usa le più avanzate piattaforme software e applicazioni multimediali per promuovere i new media arttists, pensatori, tecnologi e mettere in collisione i loro lavori, idee e ricerche, generando opportunità per progetti interdisciplinari</p>
<p>Attraverso questi strumenti Marlon esplora innovazione, processi creativi, sinergie legate all&#8217;impatto dei new media con  approccio interdisciplinare  attraverso il movimento.</p>
<p>———————————–</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>Per TEC ART ECO 2010 – FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</strong></span></p>
<p>Marlon ha partecipato come vlogger ufficiale, documentando il festival e promuovendolo su circuito internazionale con l&#8217;evento itinerante <span style="color: #99cc00;"><strong>NODES@EMBEDDED BLOGGERS</strong></span></p>
<p>Ha partecipato alla conferenza<strong> <a href="http://vimeo.com/19562949" target="_blank">TEC ART ECO MONOLOGUES</a></strong> c/o Biblioteca Comunale, piazzetta V. Lucati 1 – Como / il 1 ottobre 2010 con la lecture: “<span style="color: #99cc00;"><strong>Shared Movements: Embodied and Distributed Knowledge in Digital Social Networks</strong></span>&#8221;</p>
<p>e all’incontro <strong>RE-CULTURE</strong> c/o Sala Barelli del Museo P. Giovio, Piazza Medaglie d’oro 1 – Como / il 2 ottobre 2010</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2010/10/13/marlon-barrios-solano/' addthis:title='MARLON BARRIOS SOLANO ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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