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	<title>TEC ART ECO &#187; interaction design</title>
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	<description>TEC ART ECO</description>
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		<title>NABA Xtended Lab</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:33:26 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
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		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
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		<description><![CDATA[3 giovani autori partecipano con un'istallazione che prende vita dai dati dell'agenzia per l'ambiente in relazione a parametri ambientali dagli anni 50 ad oggi per trovare una nuova forma comunicativa, esposta al museo giovio di Como <div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/naba-xtended-lab/' addthis:title='NABA Xtended Lab ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">NABA Xtended Lab</span></h1>
<p>Partecipa a  TEC ART ECO 2010 – FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>con l&#8217;opera “<strong>ENVIROMENTALE DATA STREAMING WEB 2.0</strong>” di <strong>A. Bono, A. Bonazzo, E. Audisio</strong></p>
<p>c/o Museo Giovio, Piazza Medaglie d’Oro 1 – Como / dal 30 settembre al 3 ottobre 2010<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/BBp59lFNIyM" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Xtend3dLab è una associazione che ospita un team di sperimentazione e ricerca indirizzato alla realizzazione di progetti che siano punto d’incontro fra bisogni sociali e sistemi tecnologici. Comunicazione, educazione, entertainment, etica, ricerca di nuovi linguaggi e di nuovi paesaggi visivi, arte digitale, live media sono alla base della creazione di dispositivi e installazioni in cui la dimensione dell’interattività, dell’edutainment e del behaviour changement sono in primo piano.</p>
<p>Xtend3dLab nasce nel 2007, aggregando le molteplici personalità e professionalità che si sono formate e incontrate nell’ambito del Master in Digital Enviroment Design, diretto da Paolo Atzori e ospitato ancora oggi dallaNABA (Nuova Accademia di Belle Arti) di Milano, Italia.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="../wp-content/uploads/2010/10/42-EXTENDEDLAB-ph-by-Renzo-Bilenchi1.JPG"><img title="42 - EXTENDEDLAB ph by Renzo Bilenchi" src="../wp-content/uploads/2010/10/42-EXTENDEDLAB-ph-by-Renzo-Bilenchi1-300x200.jpg" alt="42 - EXTENDEDLAB ph by Renzo Bilenchi" width="300" height="200" /></a></p>
<p>in collaborazione con XtendedLab, Milano e Conserv. della Svizzera Italiana</p>
<p>La scansione temporale di un database contenente valori di inquinamento ambientale, innesca un processo<br />
di sonificazione e visualizzazione di dati.<br />
La lettura audiovisiva e il confronto con il valore limite imposto da Kyoto, restituisce l’andamento<br />
globale dei fattori inquinanti. Il suono e l’immagine “assorbono” l’inquinamento, causando alterazioni<br />
sonore e deformazioni visive che distruggono il loro stato di origine. I dati ambientali presi<br />
in esame, ridisegnati e riordinati in forme non familiari, sono cinque e fanno riferimento al continente<br />
europeo: la concentrazione atmosferica di anidride carbonica (CO2), la concentrazione di ammonio<br />
nell’acqua (AMMONIUM), la concentrazione di fertilizzanti nel terreno (FERTILIZER), il numero<br />
di ettari di terreno disboscati (DEFORESTATION), le tonnellate di rifiuti prodotte (WASTE). Per tutti,<br />
il periodo preso in considerazione è quello compreso tra il 1950 e il 2009. Sessanta anni ripercorsi<br />
in sessanta secondi. Un flusso di dati reali che rende evidente la critica situazione ambientale del<br />
nostro pianeta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/naba-xtended-lab/' addthis:title='NABA Xtended Lab ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Stefano Mirti</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 15:32:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia urbana]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>

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		<description><![CDATA[Stefano Mirti partecipa alla conferenza TECNOLOGIA -ECOLOGIA al FESTIVAL 02 CREAZIONI con l'intervento:
“Technology is the answer. What was the question?” una collezione personale di riferimenti interessanti per quanto riguarda le persone che hanno fatto cose simili agli interventi del relatore stesso ma in tempi e luoghi diversi.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/stefano-mirti/' addthis:title='Stefano Mirti ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Stefano Mirti</span></h1>
<p>partecipa alla conferenza <a href="../2011/04/27/work-in-project-1-tecnologia-%E2%80%93-ecologia/">TECNOLOGIA -ECOLOGIA</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI<br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/9OPGEgwS41s" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><em><strong>“Technology is the answer. What was the question?”</strong></em></p>
<p><em><strong></strong>Gli esempi sono stati selezionati sulla mia interessi soggettivi e di conoscenza.</em></p>
<p><em>In questo senso non vi è alcun tentativo di classificare e organizzare qualcosa.</em></p>
<p><em>Questa presentazione dovrebbe essere intesa come la mia collezione personale di riferimenti interessanti per quanto riguarda le persone che hanno fatto cose non così diverso da quello che sto facendo adesso.</em></p>
<p><em>Le cose hanno un aspetto diverso, perché queste persone vivevano in luoghi diversi e in tempi diversi.</em></p>
<p>Nella sua relazione, Mirti ha presentato un ricco repertorio di progetti – selezionati a partire da suoi personali interessi e conoscenze e proposti in assenza di criteri di organizzazione o di classificazione -  in cui sono declinati in modi diversi elementi di design, tecnologia e interazione. Altrettanto ricca la lista delle tipologie di interazione, che hanno riguardato interscambi tra uomo e uomo, tra uomo e macchina, tra uomo e natura, tra uomo e altre entità che possono essere fisiche, concettuali, ecc. Una collezione dunque di notevole interesse incentrata sul modo in cui gli uomini agiscono in modi non dissimili dai nostri e dove le differenze progettuali riguardano principalmente la diversità dei luoghi e dei periodi storici di produzione.</p>
<p>Ciò che invece sembra mutato nella contemporaneità è, secondo Mirti, il rapporto tra tecnologia e progetto. Oggi abbiamo un surplus di tecnologia, cui siamo chiamati ad assegnare un significato: abbiamo cioè più risposte che domande e questo è uno dei cambi di paradigma che accompagnano il passaggio al virtuale.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>In questa presentazione ho raccolto una serie di esempi di interessanti progetti in cui è stato una sorta di mix tra design, tecnologia, interazione.</em></p>
<p><em>“interazione” è inteso nella sua accezione più ampia.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un umano e un altro essere umano.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un umano e un qualche tipo di macchina.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra un essere umano e natura.</em></p>
<p><em>Può essere l’interazione tra i soggetti umani e altri (fisico, concettuale …)</em></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/fNmqtAzKcek" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p><strong> Stefano Mirti</strong> si laurea in architettura al Politecnico di Torino con successivo dottorato di ricerca in tecnologia dell’architettura presso lo stesso Politecnico. Successivamente si trasferisce in Giappone per il post-dottorato (Tokyo University, Tadao Ando Lab) con successivo incarico di insegnamento presso la Tama Fine Art Academy (Tokyo).</p>
<p>Dal 2001 al 2005 e’ professore associato all’Interaction Design Institute Ivrea, di cui e’ anche il responsabile della e1 (exhibition unit). Come architetto e’ uno dei fondatori di Cliostraat [www.cliostraat.com].</p>
<p>Dal gennaio 2007 all’ottobre 2010 e’ stato il direttore della scuola di design di NABA [www.naba.it].</p>
<p>Stefano Mirti è uno dei soci fondatori di Id-lab [www.interactiondesign-lab.com], di cui e’ il responsabile delle attivita’ progettuali.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/stefano-mirti/' addthis:title='Stefano Mirti ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Mario Mattioda</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:38:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della mente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Mario Mattioda cura la sezione di conferenze WORK in Projects del 2011 e avvicina filosofia, psicanalisi, sociologia alle discipline progettuali per aprire nuove chiavi di lettura sulla creatività e le metodologie creative come strumenti per comprendere e plasmare la realtà<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/' addthis:title='Mario Mattioda ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><strong><span style="color: #99cc00;">Mario Mattioda</span></strong></h1>
<p>ha partecipato al FESTIVAL 02 CREAZIONI organizzando le Keynote delle CONFERENZE <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">WORK in Project </a></p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/p5hq4IHlhCM" frameborder="0" width="420" height="315"></iframe></p>
<p>Dopo un percorso di studi psicologici e psicoanalitici, Mario Mattioda, inizia ad occuparsi di Interaction design nel 1992, come analista presso lo studio di progettazione interattiva MiLàNo. Negli anni successivi lavora alla progettazione di un sistema informativo per la psichiatria ed è co-autore di un manuale di usabilità. Dal 2003 al 2005, come consulente presso l’Interaction Design Institute Ivrea (IDII), organizza seminari e convegni di filosofia e design ed è co-autore di diverse pubblicazioni su temi metodologici e di valutazione dei progetti (ID Almanacchi, Practice and Theories in Interaction Design, Conversazione Sottsass /De Lucchi). Nei due anni successivi, come curatore della Limehouse Arts Foundation di Londra, organizza installazioni di arte contemporanea a sfondo sociale, tra le quali Tupac Project di Paolo Chiasera. Nel 2008 svolge attività di coordinamento didattico per il corso Index, presso la Facoltà di Architettura di Alghero e nel 2010 è curatore e co-autore del libro Index-Interaction Design Experience.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>ecco le <span style="color: #99cc00;"><strong>KEYNOTE</strong></span> organizzate da Mario Mattioda nella strutturazione del percorso WORK inPROJECTS:</p>
<p>Quale condizione viviamo oggi, circondati da tecnologie che non si offrono più come strumenti, ma si configurano come “ambienti”, influenzando profondamente la nostra vita, il nostro comportamento, la nostra percezione del mondo?</p>
<p>Continuerà la tecnologia a ridefinire la natura, facendola evolvere, o più forte sarà il rischio dell’imponderabile, già evidente negli sconvolgimenti naturali, nei disastri ecologici, nei fantasmi della clonazione?</p>
<p>Il pensiero ecologico è condannato ad assestarsi su posizioni sempre più conservatrici, o possiamo immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato?</p>
<p>Queste e altre le considerazioni che il progetto Open-Lab intende affrontare, mettendo a confronto filosofi, psicologi, designer ed artisti, per riaccendere il dibattito su tecnica e natura e coniugarlo con le forme di progettazione e di creatività emergenti.</p>
<p>L’intenzione è infatti quella di ancorare la tematica ecologico – tecnologica alla ricerca artistica contemporanea e alle pratiche dell’Interaction Design, ri – direzionando i concetti stessi di creatività e di progettualità. Come si riconfigurano infatti le attuali capacità progettuali e creative? Da quali saperi originano e in quali circostanze si sviluppano? Come possono continuare a garantire una produzione di senso?</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>Di seguito i suoi appunti sul primo incontro del 4 maggio:</strong></span></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Gianni Vattimo: “</span><span style="text-decoration: underline;">Creatività, tecnologia, comunicazione: dall&#8217;opera all&#8217;evento”</span></p>
<p>Vattimo ha sostenuto la tesi secondo cui la produzione artistica contemporanea, realizzando più eventi che opere, orienta la creatività verso un’arte che ha da fare con la vita sociale. E ciò suscita un sentimento del bello &#8211; già tematizzato nella riflessioni di Kant contenute nella “Critica del Giudizio”- caratterizzato dal poter essere comunicato e condiviso. Una tendenza di rigetto della funzione decorativa dell’arte che, se da un lato è condizionata dalla tecnologia, dall’altro segue un processo che inizia con la “Fontana” di Marcel Duchamp. Vattimo ha segnalato infatti come la cultura del Novecento nutra un’insofferenza per la tradizione artistica precedente e ha individuato il senso dell’evento &#8211; un accadimento che rappresenta un sentimento di comunità &#8211; proprio nell’estremizzazione del rifiuto dell’oggetto bello. Vattimo ha ricordato al riguardo come già Walter Benjamin nell’ “Opera d’Arte nell’epoca della sua riproducibilità tecnica” avesse riflettuto sul valore espositivo<strong><em> </em></strong>dell&#8217;opera d&#8217;arte: è questo il valore che l&#8217;opera assume nella modernità grazie agli strumenti di riproduzione meccanica che la rendono accessibile a tutti in ogni momento e in ogni luogo. Inoltre, sempre secondo Benjamin il prodotto artistico accoglie quel sentire dell&#8217;uomo moderno di fronte ad una cultura che andava perdendo l&#8217;istanza di &#8216;totalità&#8217; in virtù di una auspicabile diffusione democratica del sapere. Un nesso, una corrispondenza dunque tra arte e società che si estende anche alla produzione architettonica e a quella degli oggetti di design ed apre all’interrogativo di come progettare  interagendo con gli utenti.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Giorgio De Michelis  “La Sostenibilità delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione” </span></p>
<p>L’intervento ha affrontato la questione della sostenibilità ambientale e i modi per poterla introdurre in un progetto. Per De Michelis si danno tre possibilità: infatti la questione ecologica può avere, nell’ambito delle Tecnologie dell’Informazione e della Comunicazione (ICT):</p>
<ul>
<li>un’ispirazione ideologica – si progettano solo cose ambientalmente buone, senza una esatta consapevolezza, neppure da parte degli stessi ambientalisti, di cos’è buono e cos’è cattivo, intrinsecamente al progetto.</li>
<li>Un’ispirazione opportunistica (o furba): si difende ad esempio l’orso bianco, destinando il 2% del prezzo di un prodotto (che può essere una nefandezza dal punto di vista ambientale) alla difesa della sua conservazione. Oppure, com’è nel caso della Microsoft, si produce una tecnologia che crea ricchezza per finanziare una fondazione dedicata alla ricerca su temi relativi alle problematiche del terzo mondo.</li>
<li>Un’ispirazione problematica. Che cosa si intende quando si vuole adottare una prospettiva problematica sulle relazioni tra  ICT ed ecologia? In primo luogo, che la qualità ecologica non va considerata come qualche cosa da aggiungere alle tecnologie, ma che ci interessa che essa scaturisca dal modo stesso in cui noi sviluppiamo l’innovazione tecnologica e la diffondiamo nel mondo.</li>
</ul>
<p>Allora, in primo luogo va detto che la questione ecologica deve essere declinata in termini di sostenibilità; in secondo luogo, che il discorso deve coniugare sostenibilità ambientale e sostenibilità sociale; e, in terzo luogo, che tra i tanti stakeholders che gravitano intorno la progetto, vanno considerate anche le generazioni future. E per far ciò è necessario cambiare il modo con cui si progetta le ICT, adottando un approccio di people-centred computing e di interaction design.</p>
<p><span style="text-decoration: underline;">Stefano Mirti </span><span style="text-decoration: underline;">&#8220;La tecnologia è la risposta. Qual era la domanda?&#8221; </span></p>
<p>Nella sua relazione, Mirti ha presentato un ricco repertorio di progetti &#8211; selezionati a partire da suoi personali interessi e conoscenze e proposti in assenza di criteri di organizzazione o di classificazione -  in cui sono declinati in modi diversi elementi di design, tecnologia e interazione. Altrettanto ricca la lista delle tipologie di interazione, che hanno riguardato interscambi tra uomo e uomo, tra uomo e macchina, tra uomo e natura, tra uomo e altre entità che possono essere fisiche, concettuali, ecc. Una collezione dunque di notevole interesse incentrata sul modo in cui gli uomini agiscono in modi non dissimili dai nostri e dove le differenze progettuali riguardano principalmente la diversità dei luoghi e dei periodi storici di produzione.</p>
<p>Ciò che invece sembra mutato nella contemporaneità è, secondo Mirti, il rapporto tra tecnologia e progetto. Oggi abbiamo un surplus di tecnologia, cui siamo chiamati ad assegnare un significato: abbiamo cioè più risposte che domande e questo è uno dei cambi di paradigma che accompagnano il passaggio al virtuale.</p>
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<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/' addthis:title='Mario Mattioda ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Luca Mascaro</title>
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		<pubDate>Mon, 02 Apr 2012 14:30:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Intervista di Anna Legueurlier a Luca Mascaro user experience architect, parla di design sostenibile per il gruppo di studio TEC ART ECO che indaga la produzione di eventi culturali sostenibili<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/luca-mascaro/' addthis:title='Luca Mascaro ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;">Luca Mascaro</span></h1>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/5StN7QTqjeA" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<p>Intervistato da<a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/26/anna-legueurlier/"><strong> Anna Legueurlier</strong></a> ,  Luca Mascaro user experience architect, parla di design sostenibile per il gruppo di studio TEC ART ECO che indaga la produzione di eventi culturali sostenibili.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<div>
<p><strong>User Experience Architect</strong>, si occupa da oltre 10 anni di progettare con gli utenti l&#8217;<strong>esperienza d&#8217;uso</strong> e la <strong>strategia di design</strong> per prodotti e servizi digitali come portali, servizi online, software, applicazioni interattive e applicazioni mobili per smartphones e tablet.</p>
<p>Nel 2006 ha fondato a Lugano <a href="http://www.sketchin.ch/" target="_blank">Sketchin</a>, uno studio di design che offre servizi legati allo <strong>user experience design</strong>, lavorando in Europa, Giappone e Stati Uniti alla definizione e alla progettazione con gli utenti dei servizi digitali di grandi aziende come Google, Yahoo, eBay, Moleskine, ENI, RCS, MTV e Swisscom.</p>
<p>Quotidianamente, oltre a gestire lo sviluppo della sua azienda, coordina  un <a href="http://www.sketchin.ch/siamo/">team di talenti</a> che mi supporta nel creare esperienze digitali che impattano ogni giorno sulla vita di migliaia di utenti.</p>
<p>Parallelamente alla sua vita professionale dedica da alcuni anni una parte del suo tempo all&#8217;<strong>insegnamento dell&#8217;usabilità e dell&#8217;experience design</strong> a livello di formazione superiore e universitaria presso alcune scuole professionali e centri universitari.</p>
</div>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/04/02/luca-mascaro/' addthis:title='Luca Mascaro ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Daito Manabe</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/03/26/daito-manabe/</link>
		<comments>https://www.tecarteco.net/2012/03/26/daito-manabe/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 26 Mar 2012 15:06:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[happening]]></category>
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		<description><![CDATA[Si definisce un artista, oltre che un programmatore e un designer. Ciò che è certo è che, Daito Manabe, ospite d'onore del Festival dedicato al connubio fra tecnologie, arte e ambiente Tec.art.eco, in Giappone (e non solo) ha spopolato, soprattutto attraverso il canale di Youtube.<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/26/daito-manabe/' addthis:title='Daito Manabe ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Daito Manabe</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/pLAma-lrJRM" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>ha partecipato alla conferenza <a href="../2010/10/05/tec-art-eco-in-teractive-progress-conference-6-10-2010/">In-TERACTIVE Progress</a> del FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>e ha condotto il workshop<a href="../2010/09/07/workshop-1-body-hack-di-daito-manabe/"> BODY HACK</a> / visualizza  <a href="http://www.youtube.com/watch?v=1h5bGTilBx0">intervista</a></p>
<p>Guarda il <a href="http://www.daito.ws/weblog/2010/10/tecarteco-in-lugano.html">blog di Daito Manabe</a> e le sue foto a Lugano</p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/tecarteco3.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1952" title="tecarteco3" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/tecarteco3.jpg" alt="" width="480" height="330" /></a></p>
<p><strong>Da &#8220;La Provincia di Como&#8221; articolo dell&#8217;8 ottobre 2010</strong></p>
<p>Si definisce un artista, oltre che un programmatore e un designer. Ciò che è certo è che, Daito Manabe, ospite d&#8217;onore del Festival dedicato al connubio fra tecnologie, arte e ambiente Tec.art.eco, in Giappone (e non solo) ha spopolato, soprattutto attraverso il canale di Youtube. Durante la conferenza di mercoledì al Palazzo dei Congressi a Lugano, Daito ha spiegato che il suo lavoro tocca solo tangenzialmente il processo artistico. La sua, effettivamente, è una ricerca curiosa e illimitata verso il creabile; e se seguiamo la sua teoria, secondo la quale l&#8217;arte consiste nel «creare un&#8217;idea e presentare un nuovo problema», trattasi effettivamente di creazione artistica. Il suo scopo è quello di sondare le relazioni fra corpo e suono. Come? Con un complicato congegno di sensori, Daito riesce a creare un movimento indotto sul viso; questa operazione, anche leggermente dolorosa, è in realtà un blandissimo elettroshock che permette di ottenere dei suoni creati dal computer, cui i sensori sono collegati tramite un sistema wireless. «L&#8217;elettroshock non l&#8217;ho inventato io &#8211; afferma l&#8217;artista &#8211; il problema che mi sono posto è stato quello di capire se questa tecnologia potesse essere utilizzata per realizzare una performance dal vivo». Un&#8217;applicazione concreta del pensiero laterale, termine coniato dallo psicologo Edward De Bono che prevede, nell&#8217;ambito della tecnologia, la vivificazione di oggetti o strumenti del passato tramite una rilettura degli stessi o la sovrapposizione di funzioni e elementi diversi. «In realtà avevo iniziato con l&#8217;applicare questi sensori al corpo di alcuni ballerini e performer, ma è stato frustrante -  ha spiegato Menabe &#8211; Allora mi sono detto: io non sono un ballerino, ma il volto lo so muovere. E ho iniziato a sperimentare questa possibilità espressiva». A dire il vero la creazione coreografica, per quanto forse non funzionale all&#8217;immagine sonora pensata da Daito, era di notevole impatto, perché i movimenti del corpo non si traducevano solo in suoni, ma anche in luci, cosa che contribuiva a creare un insieme davvero interessante. Il lavoro sul volto diventa più stimolante nel momento in cui Daito si pone il problema di attivare il suo stesso movimento facciale in più persone; ne consegue un risultato molto vicino all&#8217;automatismo, anche se &#8211; dato interessante &#8211; i movimenti sono quasi ma non totalmente identici a causa delle differenze somatiche tra le diverse persone. I suoi lavori di designer hanno avuto un notevole impatto: si pensi che la stessa Nike lo ha ingaggiato tempo fa per creare le scarpe sonore. Ma Daito non si ferma: gli obiettivi sono tanti, per chi decide di sondare il campo del possibile, e il prossimo progetto va in direzione del 3D e mira a creare un&#8217;alternativa all&#8217;utilizzo degli occhialini. <a href="http://www.youtube.com/watch?v=YxdlYFCp5Ic">guarda il video<br />
</a><br />
<strong>L. D. C.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Body Hack workshop di Daito Manabe (J) media artist e interface designer</strong></p>
<p>Il progetto di ricerca e di laboratori intitolato &#8220;BodyHack&#8221; è sviluppato da Daito Manabe , media artista, designer e programmatore giapponese, con la supervisione del bioingegnere Masaki Teruoka. Con un metodo di lavoro unico, trasversale ed interdisciplinare tra arte, design e ricerca, Manabe ha ridefinito radicalmente l’approccio con i nuovi media interattivi “esistenti”. Invece di usare le tecnologie per realizzare un’ulteriore realtà virtuale, ad alta risoluzione ed illusionistica, le sue opere mirano a riscoprire la bellezza di eventi transitori attraverso l’ attenta esplorazione delle proprietà di base del corpo, dei computer e della loro programmazione.</p>
<p>La maggior parte dei dispositivi utilizzati, come i sensori mioelettrici (input) e il dispositivo di stimolazione elettrica, sono stati progettati e realizzati da Daito Manabe. Il laboratorio intende condividere con i partecipanti le specifiche sui sistemi interattivi utilizzati dall’artista e fa parte di una serie di programmi di lavoro sulla tecnologia sperimentale che esplora la cibernetica e le relazioni fra suono ed espressione fisica. Alcuni sensori sono applicati ai muscoli facciali del soggetto prescelto per rilevare con l’ausilio di elettrodi i movimenti del viso nelle diverse espressioni. Gli impulsi elettrici provenienti dai muscoli, creano variazioni nella musica e nel segnale video per raggiungere effetti sia sulla traccia audio che nelle immagini prodotte.</p>
<p>Il laboratorio, condotto in lingua inglese, aperto a un massimo di 10 partecipanti (con modulo d’iscrizione su www.tecarteco.net) non richiede conoscenze informatiche specifiche. Sono comunque previste anche attività per gruppi di esperti.</p>
<p>Hard e software utilizzati : myoelectric sensor (input), “PiriPiri device”: electric stimulation device, max/msp(Main), processing, openframeworks (pc and mac based). Si consiglia di utilizzare il proprio laptop.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/26/daito-manabe/' addthis:title='Daito Manabe ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>AiEP</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2012/03/23/aiep/</link>
		<comments>https://www.tecarteco.net/2012/03/23/aiep/#comments</comments>
		<pubDate>Fri, 23 Mar 2012 12:09:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2009]]></category>
		<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[Festival 01 germinazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Festival 02 creazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Festival 03 performazioni]]></category>
		<category><![CDATA[FESTIVALS]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[performance]]></category>
		<category><![CDATA[performing media]]></category>

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		<description><![CDATA[AiEP (Ariella Vidach e Claudio Prati) ha partecipato a TEC ART ECO come organizzatore e come artista attraverso 
la performance RE-CROSS al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI &#124;   la performance SCHEMA al FESTIVAL 02 CREAZIONI &#124; 
la performance BODHI.MOV al FESTIVAL 03 PERFORMAZIONI<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/23/aiep/' addthis:title='AiEP ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>AIEP</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/wBQ2RgKbMX0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe><br />
&nbsp;</p>
<p><strong>Ha partecipato a TEC ART ECO con </strong></p>
<p>la performance RE-CROSS al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI (<a href="http://vimeo.com/19125095">video</a>)</p>
<p>con la performance <a href="../2011/04/28/schema/">SCHEMA</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI (video e <a href="../galleria-foto/album/72157626736057041/schema-tec-art-eco-02-creazioni-2011.html">FOTO</a>)</p>
<p>e con la performance <a href="../2011/09/05/bodhi-mov-2/">BODHI.MOV</a> al FESTIVAL 03 PERFORMAZIONI (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=wBQ2RgKbMX0&amp;feature=g-user-u&amp;context=G243f859UCGXQYbcTJ33aO_Ykn4yZmtsuXsDlGImMoo0ks-nudXZo">video</a> – <a href="http://www.flickr.com/photos/68148412@N03/6234154218/in/contacts/">foto</a> / <a href="http://www.facebook.com/media/set/?set=a.278821738803803.76896.262915343727776&amp;type=3">FOTO di PALESTRADIGITALE</a>)</p>
<p><a href="http://www.youtube.com/watch?v=7Td7Al3KX0k&amp;feature=related">video / intervista</a> ad ARIELLA VIDACH e CLAUDIO PRATI</p>
<p><a href="http://vimeo.com/19125095"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1878" title="IMG_5346 - RECROSS ph by Renzo Bilenchi" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/IMG_5346-RECROSS-ph-by-Renzo-Bilenchi-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/SCHEMA-PalestraDigitale-P.Soriani-3.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1879" title="SCHEMA PalestraDigitale-P.Soriani (3)" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/SCHEMA-PalestraDigitale-P.Soriani-3-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.youtube.com/watch?v=wBQ2RgKbMX0&amp;feature=g-user-u&amp;context=G243f859UCGXQYbcTJ33aO_Ykn4yZmtsuXsDlGImMoo0ks-nudXZo"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1880" title="PalestraDigitale_L.Conti-0744" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/PalestraDigitale_L.Conti-0744-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>AiEP è capofila del progetto TEC ART ECO e ha, nella sua mission, la divulgazione delle conoscenze relative all&#8217;arte performativa e danza in relazione alle tecnologie.</p>
<p><strong>AIEP è un&#8217;associazione culturale  e Compagnia di Danza Contemporanea sostenuta dal Ministero per i Beni e le attività Culturali &#8211; Settore Spettacolo dal Vivo. </strong></p>
<p>Il nucleo stabile della Compagnia Ariella Vidach &#8211; AiEP si compone di danzatori che svolgono attività continuativa e provengono da importanti Accademie nazionali (Accademia La Scala Ballet School, Scuola Civica Paolo Grassi di Milano) e internazionali (Trisha Brown Studio di New York) e hanno arricchito la loro formazione studiando e collaborando con artisti di fama mondiale (Bill T. Jones, Trisha Brown, Lucinda Childs, Emio Greco, Virgilio Sieni, Inaki Azpillaga, David Hernandez, Yuval Pick) e danzando per compagnie riconosciute in Europa e nel mondo.</p>
<p>Dalla sua fondazione, nel 1996, la Compagnia si è avvalsa di un numero sempre in crescita di collaboratori, ricercatori, tecnici che hanno creato una rete multidisciplinare di competenze.</p>
<p>La Compagnia si impegna ogni anno nella realizzazione di nuove produzioni, costruite e coreografate dai componenti del nucleo stabile o da artisti esterni che collaborano con la Compagnia per specifici progetti.</p>
<p>Le principali produzioni sono caratterizzate dall&#8217;utilizzo di particolari software che permettono di generare in tempo reale la colonna sonora dello spettacolo attraverso il movimento dei danzatori.</p>
<p>VEDI <a href="http://vimeo.com/1651474">SHOWREEL</a> DI AIEP</p>
<p><span style="color: #99cc00;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</span></p>
<h1><span style="color: #99cc00;"><strong><strong>DIREZIONE ARTISTICA </strong></strong></span></h1>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/PLUSSEPPIAAriella_Claudio-by-marcelo-villada-ortiz.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1881" title="PLUSSEPPIAAriella_Claudio by marcelo villada ortiz" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2012/03/PLUSSEPPIAAriella_Claudio-by-marcelo-villada-ortiz-300x199.jpg" alt="" width="300" height="199" /></a></p>
<h3></h3>
<h3></h3>
<h3><span style="color: #99cc00;"><strong>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</strong></span></h3>
<h3><span style="color: #99cc00;"><strong>ARIELLA VIDACH</strong></span></h3>
<p>direttore artistico del progetto TEC ART ECO</p>
<p>Partecipa con performance a cura di <a href="http://www.aiep.org/">AiEP</a></p>
<p>guarda l’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Z9WYjzyH-lw">intervista di Marlon Barrios Solano</a> al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>e <a href="http://www.laprovinciadicomo.it/stories/Cultura%20e%20Spettacoli/157848_como_unweek_end_darte_multimediale/">leggi</a> l’intervista de La Provincia</p>
<p>guarda l’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=m__Yg4S9JtM">apertura</a> del FESTIVAL 03 PERFORMAZIONI e la <a href="http://www.youtube.com/watch?v=Omcjq7liEZA">presentazione</a> a Media Haka</p>
<p>guarda l<a href="http://www.youtube.com/watch?v=7Td7Al3KX0k">‘intervista</a> relativa al lavoro BODHI.MOV</p>
<p><em>Vissuta per anni negli Stati Uniti, Ariella Vidach si forma artisticamente con Trisha Brown, Twyla Tharp, Dana Reitz, Steven Petronio, Steve Paxton, Bill T. Jones. Negli anni Ottanta inizia l’attività coreografica con la realizzazione di spettacoli che vengono presentati in tutto il mondo, sino alla creazione nel 1996 dell’Associazione e compagnia di danza Ariella Vidach &#8211; A.i.E.P., con la quale produce performance multimediali che affiancano alla ricerca coreografica l’interesse per il rapporto tra corpo e tecnologia. Tra le sue produzioni vanta diverse collaborazioni con importanti artisti, come Emil Hrvatin per la coreografia dello spettacolo Camillo Memo 1.0: costruzione del teatro per il Festival Teatri d’Europa del 1998 del Piccolo Teatro di Milano e per la versione drive-in dello stesso spettacolo presentata nel 2000 a Ljubljana nell’ambito del Festival Manifesta 3. Nel 2002 viene invitata in residenza al Theater am Gleis di Winterthur per la creazione di JOLLY, coreografia commissionata dall’associazione Tanz in Winterthur e nello stesso anno BUFFERS, progetto di ricerca sulla figura del clown e del saltimbanco, è selezionato per partecipare alla prestigiosa vetrina internazionale “Monaco Dance Forum”.</em></p>
<p><em>Momento fondamentale nell’attività della coreografa è il 2005, quando la compagnia inaugura la propria dimora stabile all’interno della Fabbrica del Vapore di Milano: nasce il DiDstudio (Danza Interattiva Digitale), centro di formazione, promozione e ricerca sulla danza contemporanea e atelier di sperimentazione e produzione artistica della compagnia dove Ariella Vidach svolge la sua attività di ricerca e produzione. Vive attualmente a Milano dove insegna alla Civica Scuola Paolo Grassi e continua la sua attività di ricerca e produzione presso il DiDstudio</em></p>
<h3><span style="color: #99cc00;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</span></h3>
<h3><span style="color: #99cc00;">CLAUDIO PRATI</span></h3>
<p>direttore artistico del progetto TEC ART ECO</p>
<p>Partecipa con performance a cura di <a href="http://www.aiep.org/">AiEP</a></p>
<p>guarda l’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=Z9WYjzyH-lw">intervista di Marlon Barrios Solano</a> al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>guarda l’<a href="http://la1.rsi.ch/it/home/networks/la1/ilquotidiano.html?po=6598c344-6f31-4bab-8151-5819d01eba88&amp;pos=2b32e696-d679-473a-ab88-4b944e56856c&amp;date=05.05.2011&amp;stream=low#tabEdition">intervista alla RadioTelevisioneSvizzera</a></p>
<p>guarda l’<a href="http://www.youtube.com/watch?v=m__Yg4S9JtM">apertura </a>del FESTIVAL 03 PERFORMAZIONI</p>
<p>guarda l<a href="http://www.youtube.com/watch?v=7Td7Al3KX0k">‘intervista</a> relativa al lavoro BODHI.MOV</p>
<h3></h3>
<p><em>Nato in Svizzera, diplomato in scultura presso l’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano, nel 1986 si trasferisce a New York dove studia con il prof. Peter Campus nei corsi M.A di Videoart e Special Project Mixed Media. Tornato a Lugano nel 1988, inizia l’attività di produzione fondando l’Associazione culturale Avventure in Elicottero Prodotti, collettivo artistico con cui realizza performance multimediali e organizza workshop di teatro, danza e nuove arti visive. Nel 1996 l’Associazione si amplia con la nascita a Milano dell’Associazione e Compagnia di danza contemporanea Ariella Vidach &#8211; A.i.E.P., di cui è socio fondatore e co-produttore, con la quale svolge attività di ricerca sulle possibilità performative delle tecnologie digitali e dei sistemi di Motion Capture applicati alla danza. Nel 1999 inizia a dedicarsi con regolarità alla realizzazione di video producendo Beat BOX, montaggio dall’omonima performance, selezionato al concorso TTV di Riccione. L’anno successivo ottiene una menzione speciale al festival di videodanza “Coreografo Elettronico” di Napoli per la regia del video digitale E-motions, coprodotto da RTSI (Radio Televisione Svizzera Italiana), con cui è anche finalista al concorso Riccione TTV del 2002. Nel 2004 partecipa al Videodance di Atene, al festival TTV di Riccione e a Invideo di Milano con il video Les Buffers, tratto dall’omonimo spettacolo, con musiche originali di Stimmhorn e Kold Electronics, realizzato in collaborazione con la Televisione della Svizzera Italiana.</em></p>
<p><em>Nel 2007 realizza il suo ultimo video CROMOSONICS, con coreografia e interpretazione di Ariella Vidach, presentato in anteprima in Svizzera nel gennaio 2008. Il 2008 è anche l’anno di creazione di interVITA, performance di danza interattiva che utilizza un sistema di accelerometri sviluppato da STMicroelectronics. Il 2009 vede invece la nascita del progetto Cyclum / .MOV, che debutta a Settembre all’interno dei mondiali di Ciclismo su strada Mendrisio 2009. Svolge con Ariella Vidach attività d’insegnamento, tenendo laboratori dedicati a danza, multimedia e interattività a Milano e a Lugano.</em></p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2012/03/23/aiep/' addthis:title='AiEP ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Bodhi.mov</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2011/09/05/bodhi-mov-2/</link>
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		<pubDate>Mon, 05 Sep 2011 15:49:36 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[Festival 03 performazioni]]></category>
		<category><![CDATA[FESTIVALS]]></category>
		<category><![CDATA[SPETTACOLI/EVENTI PUBBLICI]]></category>
		<category><![CDATA[DANZA CONTEMPORANEA]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.tecarteco.net/?p=1518</guid>
		<description><![CDATA[Bodhi.mov Domenica 9 ottobre h.18.00 &#8211; Museo MAGA Gallarate &#160; GUARDA I VIDEO DELLA PERFORMANCE e l&#8217;intervista ai Direttori Artistici La performance presenta diversi interventi site specific, adattando  le coreografie interattive degli spettacoli Bodhi e .Mov della compagnia AiEP agli spazi del Museo MAGA. .Mov indica l’estensione di un file che assembla contenuti audio e [...]<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/09/05/bodhi-mov-2/' addthis:title='Bodhi.mov ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Bodhi.mov</strong></span></h1>
<p><strong>Domenica 9 ottobre h.18.00 &#8211; Museo MAGA Gallarate</strong></p>
<p>&nbsp;<br />
<iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/wBQ2RgKbMX0" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>GUARDA I <a href="http://www.youtube.com/user/TecArtEco#p/u/0/wBQ2RgKbMX0"><strong>VIDEO DELLA PERFORMANCE</strong></a></p>
<p>e l&#8217;intervista ai <a href="http://www.youtube.com/user/TecArtEco#p/u/2/7Td7Al3KX0k"><strong>Direttori Artistici</strong></a></p>
<p><strong><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/09/COMPOSITEANNAper-mov.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-1586" title="COMPOSITEANNAper mov" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/09/COMPOSITEANNAper-mov.jpg" alt="COMPOSITEANNAper mov" width="597" height="185" /></a><br />
</strong></p>
<p>La performance presenta diversi interventi <em>site specific</em>, adattando  le coreografie interattive degli spettacoli <em>Bodhi </em>e <em>.Mov</em> della compagnia AiEP agli spazi del Museo MAGA.</p>
<p><em>.Mov </em>indica l’estensione di un file che assembla contenuti audio e video, allo stesso modo, nello spettacolo si fondono in un’unica dimensione suono, immagine, corpo, pensiero e movimento. Questo lavoro trova nuovo significato accostato a <em>Bodhi, </em>produzione che propone i risultati di un’indagine sviluppata nell’ambito della <em>human-computer-interface. Bodhi</em>, termine sanscrito che indica risveglio, illuminazione. Per &#8220;vedere&#8221; con occhi nuovi, per dare luce alle cose. Lo spazio dell&#8217;azione è circoscritto, delimitato quasi a voler creare una zona protetta che nel corso della performance subisce una pressione esterna, costante e indefinita e che finirà per prevalere.</p>
<p>La tecnologia di <em>Bodhi.mov </em>si basa sull&#8217;utilizzo di un sistema interattivo che combina varie forme di rilevamento del gesto e grazie al quale il performer , immerso in uno spazio sensibile-enattivo, esplora la gestualità come possibilità di conoscenza e rappresentazione: la curiosità di plasmare lo spazio reale, di modificarne gli elementi e le relazioni, traccia i caratteri della scrittura scenica. BODHI è un opera che indaga la cultura digitale come conoscenza veloce e capillare e riporta la suggestione del dialogo tra reale e digitale, verità e immaginario, corpo e mente.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><em>Produzione <a href="http://www.aiep.org"><strong>Ariella Vidach – Aiep, Avventure in Elicottero Prodotti</strong></a>, 2011 </em></p>
<p><strong><em>BODHI </em></strong><em>a cura di Ariella Vidach, Claudio Prati e Paolo Aztori | Coreografia di Ariella Vidach | Danzatori: Anna Maria Ajmone, Daria Menichetti, Sofia Ntova, Giulio Petrucci, Davide Valrosso | Interaction design di Sebastiano Barbieri | Live electronics Alessio Sabella | .<strong>MOV </strong>a cura di Ariella Vidach e Claudio Prati | Coreografia di Ariella Vidach | Danzatori: Anna Maria Ajmone, Fabio Liberti, Giulio Petrucci, Marie Schmieder Interaction design di </em><em>Federico Lupica | Sound design di Ezio Taeggi e Stefano Fumagalli | </em></p>
<p><iframe width="560" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/7Td7Al3KX0k" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/09/05/bodhi-mov-2/' addthis:title='Bodhi.mov ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>Klaus Obermaier</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2011/07/27/klaus-obermaier/</link>
		<comments>https://www.tecarteco.net/2011/07/27/klaus-obermaier/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 27 Jul 2011 11:53:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[ARTISTI]]></category>
		<category><![CDATA[Festival 03 performazioni]]></category>
		<category><![CDATA[coreografo]]></category>
		<category><![CDATA[crossmedia]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[danza]]></category>
		<category><![CDATA[digitale]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[performing media]]></category>
		<category><![CDATA[proiezioni]]></category>

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		<description><![CDATA[Klaus Obermaier dell'arte multimediale, presenta uno spettacolo di danza interattiva nell'arena esterna del museo MAGA di Gallarate e spiega il suo rapporto con le tecnologie nella creatività<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/07/27/klaus-obermaier/' addthis:title='Klaus Obermaier ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Klaus Obermaier</strong></span></h1>
<p><strong>partecipa al Festival 03 Performazioni con <a href="http:http://www.tecarteco.net/2011/07/27/the-concept-of-here-and-now///" target="_blank">The concept of&#8230;(here and now)</a></strong></p>
<p>il 23 settembre alle 22.45 al Museo MAGA di Gallarate<strong></strong></p>
<p><strong><br />
</strong><br />
<iframe src="http://www.youtube.com/embed/kq9UZIyQnd8" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe><br />
<a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/07/Klaus_Obermaier1.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1380" title="Klaus_Obermaier" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/07/Klaus_Obermaier1-300x224.jpg" alt="Klaus_Obermaier" width="300" height="224" /></a></p>
<p>Da oltre 20 anni <strong>Klaus Obermaier</strong> -artista multimediale, regista, coreografo e compositore- crea opere innovative nel campo dei <em>new media</em>, nell&#8217;arte performativa, nella musica e nel teatro. I suoi lavori sono stati presentati ai principali festival internazionali in tutto il mondo. Insegna allo IUAV di Venezia, alla Webster University di Vienna e all&#8217;Accademia Nazionale di Danza di Roma, oltre ai numerosi interventi presso istituzioni universitarie italiane e all&#8217;estero.</p>
<p><iframe src="http://www.youtube.com/embed/3v8qrn4z0U0" frameborder="0" width="560" height="315"></iframe></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/07/27/klaus-obermaier/' addthis:title='Klaus Obermaier ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>MASSIMO BANZI</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2011/04/21/massimo-banzi/</link>
		<comments>https://www.tecarteco.net/2011/04/21/massimo-banzi/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 21 Apr 2011 13:08:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia della mente]]></category>
		<category><![CDATA[ecosistema culturale]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[open innovation]]></category>
		<category><![CDATA[open source]]></category>

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		<description><![CDATA[Massimo Banzi ha partecipato a TEC ART ECO con:
il workshop DIY (DO INTERACT YOURSELF) al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI / l’Open Lab IMAGINE IF JEAN TINGUELY HAS ARDUINO e come relatore alla conferenza CLOUDS, TECNOLOGIA E AMBIENTE al FESTIVAL 02 CREAZIONI<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/04/21/massimo-banzi/' addthis:title='MASSIMO BANZI ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Massimo Banzi</strong></span></h1>
<p>&nbsp;</p>
<p><iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/GFCrcwL_D9Q" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p><strong>Ha partecipato a TEC ART ECO </strong>con</p>
<p>il workshop <a href="../2010/09/07/workshop-2-diy-do-interact-yourself-di-massimo-banzi/">DIY (DO INTERACT YOURSELF)</a> al FESTIVAL 01 GERMINAZIONI</p>
<p>l’Open Lab <a href="../2011/04/21/if-jean-tinguely-had-arduino/">IMAGINE IF JEAN TINGUELY HAS ARDUINO</a> (vedi <a href="http://www.youtube.com/watch?v=joRnCg60Jvg">intervista</a>)</p>
<p>e come relatore alla conferenza <a href="../2011/04/05/work-in-projects/">CLOUDS, TECNOLOGIA E AMBIENTE</a> al FESTIVAL 02 CREAZIONI (<a href="http://www.youtube.com/watch?v=X7fYmVrs9tc&amp;feature=g-upl&amp;context=G2221376AUAAAAAAAKAA">video</a>)</p>
<p>visualizza <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nhPEvZKtmVU">video </a>/<a href="http://www.youtube.com/watch?v=nZMpnJ0W5ok&amp;list=PL997079C0A0044A55&amp;index=32&amp;feature=plpp_video"> intervista</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p><strong>Massimo Banzi</strong> si occupa di Design Interattivo sia come consulente che come insegnante.</p>
<p>Ha fondato il progetto<a href="http://www.arduino.cc/"><strong> Arduino</strong></a>, primo esempio di successo nel campo dell’hardware open source.</p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/BANZI01.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1167" title="DSC_0796" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/BANZI01-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/Primo-Prototipo-Arduino-2004_ph-by-M.-Banzi1.jpg"><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-1887" title="Primo Prototipo Arduino (2004)_ph by M. Banzi" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/Primo-Prototipo-Arduino-2004_ph-by-M.-Banzi1-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a></p>
<p>Ha lavorato su progetti per clienti come Prada, Artemide, Persol, Whirlpool, V&amp;A Museum e Adidas.</p>
<p>E’ stato per 4 anni professore associato all’Interaction Design Institute di Ivrea. Oltre ad Ivrea ha insegnato presso istituzioni come: CIID – Copenhagen, Architectural Association – London, Central Saint Martin – London, Bartlett – London, Hyperwerk Basel, Hochschule für Gestaltung und Kunst Basel, Hochschule für Gestaltung Schwäbisch Gmünd, FH Potsdam, Domus Academy, Medialab Madrid, Escola Superior de Disseny Barcelona, ARS Electronica Linz, Mediamatic Amsterdam, Doors of Perception Amsterdam.</p>
<p>Prima di Ivrea è stato CTO dell’incubatore Seat Ventures ed ha lavorato per molti anni come software architect,sia a Milano che Londra, su progetti per clienti come Italia Online, Sapient, Labour Party, BT, MCI WorldCom, SmithKlineBeecham, Storagetek, BSkyB e boo.com.</p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/CONZA_ws_PH-CAVALLERI-2.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1888" title="CONZA_ws_PH CAVALLERI (2)" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/CONZA_ws_PH-CAVALLERI-2-300x225.jpg" alt="" width="230" height="172" /></a><a href="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/CONZA_ws_PH-CAVALLERI.jpg"><img class="alignnone size-medium wp-image-1889" title="CONZA_ws_PH CAVALLERI" src="http://www.tecarteco.net/wp-content/uploads/2011/04/CONZA_ws_PH-CAVALLERI-300x225.jpg" alt="" width="230" height="172" /></a></p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/04/21/massimo-banzi/' addthis:title='MASSIMO BANZI ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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		<title>work in projects</title>
		<link>https://www.tecarteco.net/2011/04/05/work-in-projects/</link>
		<comments>https://www.tecarteco.net/2011/04/05/work-in-projects/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 05 Apr 2011 12:13:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>AIEP</dc:creator>
				<category><![CDATA[APPUNTAMENTI]]></category>
		<category><![CDATA[CONFERENZE/INCONTRI]]></category>
		<category><![CDATA[Festival 02 creazioni]]></category>
		<category><![CDATA[conferenze]]></category>
		<category><![CDATA[culture digitali]]></category>
		<category><![CDATA[FESTIVAL]]></category>
		<category><![CDATA[interaction design]]></category>
		<category><![CDATA[jobin]]></category>
		<category><![CDATA[maria grazia mattei]]></category>
		<category><![CDATA[mercalli]]></category>
		<category><![CDATA[vattimo]]></category>

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		<description><![CDATA[il pensiero ecologico è condannato ad assestarsi su posizioni sempre più conservatrici, o possiamo immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato?<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/04/05/work-in-projects/' addthis:title='work in projects ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h1><span style="color: #99cc00;"><strong>Tec Art Eco WORK in PROJECTS</strong></span></h1>
<p><strong><em>Open-Lab di Interaction Design</em></strong></p>
<p><strong>Lugano 4-8maggio 2011</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p>PROGRAMMA degli incontri:</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>WORK IN PROJECT #1</strong></span></p>
<p><strong>Mercoledì 04 Maggio <span style="color: #99cc00;">| </span>Aula magna SUPSI-Lugano Trevano<span style="color: #99cc00;"> | </span>ore 16:00 &#8211; 17:30</strong></p>
<p><a href="http://www.tecarteco.net/2011/04/27/work-in-project-1-tecnologia-%E2%80%93-ecologia/"><strong>&#8220;Tecnologia-Ecologia&#8221;</strong></a></p>
<p>incontro con: <a href="http://www.tecarteco.net/2012/04/02/gianni-vattimo/"><strong>Gianni Vattimo</strong></a> (filosofo), <strong>G. De Michelis</strong> (cultore di filosofia e di scienze umane)<a href="http://www.tecarteco.net/2012/04/02/stefano-mirti/"><strong> S. Mirti</strong></a> (architetto e designer)</p>
<p>moderatore: <strong>Vito Calabretta</strong> (giornalista e critico d’arte)</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>WORK IN PROJECT #2</strong></span></p>
<p><strong>Giovedì 05 Maggio<span style="color: #99cc00;"> | </span>Auditorium USI via buffi 1 Lugano<span style="color: #99cc00;"> | </span>ore 18.30-20.00</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">“<strong>Tecnologie e Ambiente” / Clouds</strong></span></p>
<p>incontro con:<a href="http://www.tecarteco.net/2011/04/05/luca-mercalli/" target="_blank"> <strong>Luca Mercalli</strong> (</a>metereologo), <a href="http://www.tecarteco.net/2011/04/08/carlo-infante/"><strong>Carlo Infante</strong> </a>(critico di media art), <a href="http://www.tecarteco.net/2011/04/21/massimo-banzi/"><strong>Massimo Banzi</strong> </a>(designer)</p>
<p>Moderatore: <strong>M. Conforti </strong>(giornalista)</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>WORK IN PROJECT #3</strong></span></p>
<p><strong>Venerdì 06 Maggio <span style="color: #99cc00;">| </span>Padiglione Conza Mac 1+2 via campo marzio Lugano<span style="color: #99cc00;"> | </span>ore 18.30-20.00</strong></p>
<p><span style="text-decoration: underline;">&#8220;<strong>Tecnologia e Arte -INstage, la scena delle nuove arti performative</strong>&#8220;</span></p>
<p>incontro con: <strong> <a href="http://www.tecarteco.net/2011/09/08/gilles-jobin-2/">Gilles Jobin</a></strong>(coreografo), <a href="http://www.tecarteco.net/2010/10/13/marlon-barrios-solano/"><strong>Marlon Barrios Solano</strong></a> (fondatore di Dance tech-net), <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/23/marie-anne-fonenier/"><strong>Marianne Fontenier</strong></a> (direttrice artistica Les e-magiciens), <a href="http://www.tecarteco.net/2012/04/02/maria-grazia-mattei/"><strong>Maria Grazia Mattei </strong></a>(direttrice artistica di MTMG), <strong><a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/29/claudio-prati/">Claudio Prati</a> e <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/23/aiep/">Ariella Vidach</a></strong> (direttori artistici TEC ART ECO), <strong>Simona Lodi</strong> (TOshare Festival)</p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong><br />
</strong></span></p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>WORK IN PROJECT #4</strong></span></p>
<p><strong>Domenica 08 Maggio<span style="color: #99cc00;"> | </span>Istituto i2A Vico Morcote<span style="color: #99cc00;"> | </span>ore 11.00-16.30</strong></p>
<p>INCONTRO | <a href="http://www.tecarteco.net/2011/04/20/psicoanalisi-creativita%E2%80%99-e-interaction-design/"><strong>PSICOANALISI, CREATIVITA&#8217; E INTERACTION DESIGN</strong></a></p>
<p>incontro con: <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/23/alessandra-gabrielli/"><strong>Alessandra  Gabrielli</strong> </a>(psicoanalista), <a href="http://www.tecarteco.net/2012/04/02/paolo-migone/"><strong>Paolo Migone</strong> </a>(condirettore di &#8220;Psicoterapia e Scienze umane&#8221;) / Moderatore: <a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/23/carlo-brosio/"><strong>Carlo Brosio</strong></a> (psicoanalista didatta della SPI)</p>
<p>INCONTRO | <strong>INTERACTIVE BRUNCH<br />
</strong></p>
<p>gruppo di studio TEC ART ECO coordinato da<a href="http://www.tecarteco.net/2012/03/26/anna-legueurlier/"><strong> Anna Legueurlier</strong></a></p>
<p><span style="color: #99cc00;">&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</span></p>
<p><span style="color: #99cc00;"><strong>KEYNOTES di <a href="http://www.tecarteco.net/2012/04/02/mario-mattioda/">MARIO MATTIODA</a><br />
</strong></span></p>
<p>Quale condizione viviamo oggi, circondati da tecnologie che non si offrono più come strumenti, ma si configurano come “ambienti”, influenzando profondamente la nostra vita, il nostro comportamento, la nostra percezione del mondo?</p>
<p>Continuerà la tecnologia a ridefinire la natura, facendola evolvere, o più forte sarà il rischio dell’imponderabile, già evidente negli sconvolgimenti naturali, nei disastri ecologici, nei fantasmi della clonazione?</p>
<p>Il pensiero ecologico è condannato ad assestarsi su posizioni sempre più conservatrici, o possiamo immaginare nuove alleanze tra natura e tecnologia in grado di fornire un habitat al nostro esistere tecnologicamente modificato?</p>
<p>Queste e altre le considerazioni che il progetto Open-Lab intende affrontare, mettendo a confronto filosofi, psicologi, designer ed artisti, per riaccendere il dibattito su tecnica e natura e coniugarlo con le forme di progettazione e di creatività emergenti.</p>
<p>L’intenzione è infatti quella di ancorare la tematica ecologico &#8211; tecnologica alla ricerca artistica contemporanea e alle pratiche dell’Interaction Design, ri &#8211; direzionando i concetti stessi di creatività e di progettualità. Come si riconfigurano infatti le attuali capacità progettuali e creative? Da quali saperi originano e in quali circostanze si sviluppano? Come possono continuare a garantire una produzione di senso?</p>
<p>Gli obiettivi che il progetto si propone sono:</p>
<p>01/ Attivare un laboratorio di Interaction Design, luogo di esposizione di progetti interattivi e di incontro tra pubblico e studiosi.</p>
<p>02/ Impiegare l’Interaction Design come disciplina esemplare, per avviare un dibattito sulle tematiche di TEC ART ECO: il rapporto tecnologia/ambiente, la sperimentazione artistica e le nuove culture progettuali, la complessità e le interazioni “globali”.</p>
<p>03/ Organizzare una serie di interventi estemporanei, in cui i relatori affrontano in modo originale i temi sopra elencati, offendo al pubblico spunti critici e stimoli di riflessione.</p>
<div class="addthis_toolbox addthis_default_style addthis_32x32_style" addthis:url='https://www.tecarteco.net/2011/04/05/work-in-projects/' addthis:title='work in projects ' ><a class="addthis_button_preferred_1"></a><a class="addthis_button_preferred_2"></a><a class="addthis_button_preferred_3"></a><a class="addthis_button_preferred_4"></a><a class="addthis_button_compact"></a></div>]]></content:encoded>
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